-ANGEL'S CALL-

 

***14***


--- "Ascolta, Amata, la notte. La luna / come s'alza serena / sopra la tua bellezza e sopra il mare. / La notte canta." Leopoldo Lugones (1874-1938) ---

L'acqua immobile gli restituì il suo riflesso, un'immagine perfetta, come uno specchio. Sanzo guardò sé stesso con sguardo indifferente. Poi, con un turbine delicato che mosse in cerchio le acque, le immagini cambiarono.
"Chi è questa gente?" pensò. Tre uomini, già visti da qualche parte. Tutti alti, in un certo senso belli, con qualcosa di carismatico nelle sembianze, che incuteva rispetto ma anche una certa dose di paura. Il più alto dei tre, un giovane dai capelli neri con una enorme spada appoggiata ad una spalla, si voltò verso di lui.
Sanzo respirò più in fretta. - Io ho già visto quello...
- Lo hai riconosciuto dal chakra? - fece Kanzeon Bosatsu, in tono serio e non più sarcastico. - O dalle catene ai polsi? O da quell'unico occhio d'oro?
- Per... perché mi mostri quest'uomo?
- Non è carino rispondere a domande con altre domande. Denota personalità insicura.
- Rispondi, dannata!
Con un movimento languido, Kanzeon gli si affiancò e gettò un'occhiata pensosa al laghetto. - Si chiama Homura. O perlomeno, così è come lo chiamiamo noi.
- E'un dio, vero? E anche quei due che stanno con lui. Li ho visti, durante... - si fermò. Già, quei tre li aveva visti per la prima volta durante il supplizio di Korai. Erano stati gli unici che avevano scelto di non appoggiare quell'atrocità. - Perché mi mostri questo? E'Korai che voglio!
Kanzeon non rispose. Si limitò a fissarlo, con sguardo penetrante. Per qualche minuto, un tempo infinito, nessuno parlò. Si udiva soltanto un sibilo leggero, come un vento persistente che spirava verso ovest.

- Basta, non ce la faccio più, - gemette Goku. Gojyo gli premette una mano sulla spalla, immaginando che si stesse alzando per andare a scuotere Sanzo dalla trance. - Gojyo! Siamo qui da ore... e non sta ancora succedendo niente...
- Abbiamo a che fare con degli dei, - mormorò Kogaiji, intrecciando sotto il mento le dita dalle lunghe unghie demoniache. Hakkai lo guardò e all'improvviso gli parve piccolo, molto snello, non proprio alto, in poche parole un ragazzo molto più giovane di lui. - Il vostro bonzo si sta sfiancando pur di mantenere il contatto. Guarda: se osservi bene, potrai vedere che già sta iniziando a tremare... e se aspetterà ancora e si sforzerà ancora di concentrarsi, la sua psiche verrà irretita dal Tenkai e nona avrà più via di scampo.
- Cielo! - esclamò Hakkai. - Ma... Sanzo lo sa?
- Certo che lo sa, - rispose Kogaiji, con disprezzo. - Non intende perdere questa battaglia contro sé stesso e contro gli dei. A nessun costo.
Goku fremette. Aveva ascoltato con crescente orrore quelle parole. Visioni apocalittiche gli si affollavano nella mente... Korai già era morta, Sanzo era sulla via giusta per fare la stessa fine... Sanzo, il suo sole, il suo salvatore... Senza Sanzo, avrebbe dovuto vivere senza Sanzo. Forse per sempre.
Ansimò. Gojyo sbuffò, cercando di mostrarsi allegro: - Dai, scimmia, non fare l'ingenuo. Il bonzo corrotto non mi lascerà da solo con uno stupido senza cervello come te...
Le parole beffarde morirono in bocca al kappa.
- No! - esclamò Kogaiji, alzandosi di scatto.
- Goku, non farlo! - urlò Hakkai.
Ma Goku non li ascoltava, la sua mente e la sua volontà erano già rivolte altrove. Kogaiji guardò il volto immobile, apatico dell'essere eretico, e rimase come inebetito a fissare la sua mano sinistra che, con un movimento fluido, sfilava il diadema d'oro dalla fronte...
CLANG!
L'ornamento fatto di metallo divino cadde con un suono rimbombante, come un colpo di gong. Goku ansimò forte e gemette. Si piegò in due e urlò... già Son Goku sentiva la solita ridda di ricordi spezzettati ed emozioni ancestrali appartenenti a Seiten Taisei che lo assalivano, ma questa volta non vi si abbandonò disperato, guardando come dall'esterno sé stesso cambiare: questa volta, forzando la sua metamorfosi, con uno sforzo sovrumano, obbligò le sue gambe ad avanzare, e la sua mano ad allungarsi in avanti...
Con un altro gemito soffocato, mentre tutti in preda al panico lo fissavano terrorizzati, Seiten Taisei toccò la schiena del bonzo in trance.
Sanzo ebbe un sobbalzo, a quel tocco, e il demone eretico contrasse gli occhi dalle pupille allungate e pose anche l'altra mano sulla sua spalla. Hakkai fissava quegli occhi d'oro, paralizzato dal loro malvagio luccichio... luccichio che si spense all'improvviso in un opaco mare torbido, mentre Seiten Taisei cadeva in ginocchio, sempre appoggiato a Sanzo, e si abbandonava alla trance.

- Nataku! Un'altra aura! - gridò Korai, angosciata. - Ma cosa sta succedendo? Questa è la forza di Seiten Taisei...
Nataku divenne improvvisamente molto pallido. - Già, la forza di Son Goku.
Korai guardò con occhi di turchese il ragazzino chinare il capo e sospirare. - E'stata questa forza ad uccidere gli dei, - mormorò Nataku. - Korai, a volte penso che tra te e il mio vecchio amico non ci siano poi molte differenze.
- Cosa dici? - con un gesto dolce, Korai gli si avvicinò e lo circondò con le braccia, stringendo a sé quello spirito. Non c'era calore in quella forma, non c'era battito di alcun cuore. Ma quelle lacrime a stento trattenute... quell'espressione tormentata... e c'era chi riteneva il dio della guerra Nataku un vegetale senza emozioni!
- Siete entrambi vittima di voi stessi, tu delle tue ali e lui della sua duplice natura...
- Nataku, - mormorò Korai, confusa. - Oh, Nataku, dimmelo tu. Cosa devo fare? Io voglio aiutare Sanzo e Goku, ma non so neanche dove sono! Mi sento così inutile...
- Inutile? - Nataku sorrise, una traccia di amarezza nella voce. - Hai salvato la vita a tutti loro, li hai tratti in salvo dalle nebbie del loro terribile passato, ed infine hai donato loro qualcosa in cui credere, qualcuno da amare... questo per te significa essere inutili?
Korai dissimulò un sorriso. - Hai ragione, amico mio.
Con decisione, lo lasciò andare e si alzò in piedi. - Non ho potuto salvare Konzen e gli altri, - affermò. Rivolse il viso verso ovest, come udendo perfettamente i suoni di una lotta. La lunga veste fluttuante, i capelli sollevati dall'impeto, il volto acceso di coraggio, Korai Bosatsu splendeva come una stella nell'oscurità. La sua mano strinse quella di Nataku.
- Concentrati! - ordinò la ragazza, chiudendo gli occhi. - Pensa a Goku!
Questa volta non commetterò errori, si promise Korai. Nessun errore. Ad ogni costo, dimenticandomi di me stessa... Sanzo, Goku, amici miei. Questa volta combatterò solo per voi!
Un raggio di luce accecante si sprigionò intorno alla ragazza e al dio.

- Giù!
Sanzo si ritrovò a fissare l'erba del prato, con il volto premuto dolorosamente a terra. Era stata quella dannata divinità a spingerlo? Si sentì montare su tutte le furie. Come osava...
I pensieri presero tutt'un altro corso, quando si alzò in piedi. Lì, proprio in mezzo a laghetto placido, c'era Seiten Taisei, il demone scimmia, l'essere eretico indomabile ed inarrestabile. Quella stupida scimmia! Imprecò selvaggiamente. Doveva aver interferito nella sua proiezione astrale, ficcando il naso dove non doveva, come sempre!
Sanzo guardò quello che, in altre condizioni e altri momenti, era semplicemente Son Goku.
I freddi occhi d'oro del mostro ricambiarono assenti la sua occhiata, senza dare il minimo segno di riconoscimento. Poi, lentamente, si fissarono sulla figura androgina di Kanzeon Bosatsu.
- Dann...
Sanzo lo vide sparire e riapparire a pochi centimetri dal dio, che si scansò all'ultimo momento con un'espressione sorpresa. Un movimento così rapido che i suoi occhi mortali non avevano nemmeno potuto cogliere! Il solito senso di vuoto lo colse alla bocca dello stomaco. Quella scimmia, maledizione... quella scimmia, in quel momento, poteva distruggere tutto quello che gli si parava davanti. E non era solo la furia del Seiten, che lo dominava... era qualcos'altro. Desiderio di vendetta? Odio? Oppure, soltanto... disperazione?
La paura aumentò quando si rese conto di non avere con sé il sutra del cielo demoniaco. Quel rotolo era il motore dell'incantesimo che gli aveva permesso di raggiungere il Tenkai... era ancorato al suo corpo fisico. Ed essendo un mero oggetto, la sua anima errante non l'aveva portato con sé.
Con un ruggito, Seiten Taisei abbattè un pugno nello stomaco di Kanzeon Bosatsu. Con i suoi occhi, Sanzo vide la dea ansimare e sputare qualcosa molto simile a sangue, per poi iniziare a cadere verso il basso... anzi no, per poi rialzarsi come niente.
- Anche tu sei sempre quello, - osservò la dea, mordace. - Uno stupido animale. Cosa speri di ottenere con questa furia cieca? Non è prendendotela con me che potrai riavere il tuo ang...
Fu costretta a interrompersi di nuovo. Con espressione di dolore misto a rabbia rovinosa, il Seiten aveva di nuovo preso la rincorsa per colpirla. Questa volta, il Godai Bosatsu dell'amore schivò il colpo, ma Sanzo, ancora scioccato dalla scoperta che nemmeno gli dei potevano davvero controllare Goku, si sentì improvvisamente debole, desideroso di addormentarsi e dimenticare ogni cosa. La terra parve ondeggiargli intorno... il contatto, il contatto si stava interrompendo.
No, per il Cielo, no! Non era ancora ora... ma lo sforzo fisico iniziava a soverchiare quello mentale. Ansimò, cadde sulle ginocchia e dovette fare uno sforzo per tenere gli occhi aperti. Scoprì che Kanzeon lo stava guardando... e il Seiten ancora riprendeva la carica...
Basta.
Non.
Posso.
Sopportare.
Tutto.
Questo.
Una luce accecante esplose all'improvviso. Sanzo lanciò un urlo quando perse la vista... batté freneticamente le palpebre, recuperando conoscenza...
... non è possibile...
Korai Bosatsu muoveva le grandi ali silenziose, sospesa nell'aria tra lui, la dea e il mostro. Una minuscola mano gli si posò con delicatezza su una spalla, e un grato calore gli si diffuse in tutto il corpo, con rapidità ed efficacia. Il bonzo sentì una piccola parte di forze ritornare a sé, e si alzò in piedi. Accanto a lui, uno sconosciuto ragazzino osservava la scena in silenzio.
- Son Goku! - esclamò la voce forte e sonora di Korai Bosatsu, l'angelo degli dei. Il mostro sollevò gli occhi d'oro, un'espressione stralunata, sconvolta. Sanzo pensò che forse sentiva anche lui il disagio fisico del lungo viaggio mentale... tremava. Grosse gocce di sudore gli scendevano lungo il volto. Un ringhio sommesso gli uscì dalle labbra, trasformandosi gradualmente in un gemito, in un lunghissimo, logorante, tormentoso grido di dolore.
Come svuotato, colpito da una potenza immane, Seiten Taisei cadde a terra, in ginocchio. Kanzeon Bosatsu, alta, seria e solenne, osservava in silenzio, gli occhi fissi sul ragazzino al fianco di Sanzo. Ma il bonzo non guardava certo lei... lui aveva occhi solo per Korai.
- Goku, - mormorò l'angelo. Il suo candore, era sconvolgente. Il demone eretico serrò gli occhi, non riuscendo a sopportare quella luce. - Goku, - ripetè dolcemente Korai. Una delle mani artigliate del Seiten si alzò a mezz'aria, più un gesto che denotava desiderio e dolore che un tentativo d'attacco...
Con un fluttuare di maniche e ali, Korai Bosatsu stese la bianca mano e toccò la fronte del demone. L'urlo che si levò era molto più simile a quello di un ragazzo che a quello di un mostro simile... sconcertato, Sanzo guardò ancora e vide Son Goku, accasciato a terra, in posizione semi inginocchiata. Gli occhi incominciavano già a chiudersi, presi da quel torpore terribile che lo stordiva dopo ogni metamorfosi. Sulla sua fronte, integro e perfetto, brillava il diadema fabbricato dalla volontà di Korai.
- Korai, - mormorò Goku, cadendo in avanti. - Korai, lo sapevo, lo sape...
Non riuscì a terminare la frase. Crollò in avanti, un peso morto, svenuto.
E cadendo, attraversò l'immagine dell'angelo come fosse fumo e giacque immobile.

Per un istante infinitesimale, tutto fu perfetto silenzio.
E fu proprio in quell'istante, che Sanzo incrociò finalmente lo sguardo oltremare di Korai... in quella frazione di secondo, tutto fu beatitudine. Tutto fu magnificenza statica e perfetta. Tutto gli fece desiderare di vivere per godere eternamente di quello splendore... l'odio per sé stesso e il tormento arrivarono quando realizzò che ormai, Korai Bosatsu esisteva solo in spirito.
E quindi... non sarebbe mai potuta essere completamente sua.
- Non montarti la testa, - giunse la voce di Kanzeon Bosatsu ad interrompere i suoi pensieri. - Hai solo defenestrato una scimmia. Poteva farlo chiunque.
- Questo è vero, - rispose lentamente Korai. - Mi chiedo... mi chiedo perché non l'abbia fatto tu.
Il sorriso della dea divenne languido e beffardo. - Perché così avrei finalmente potuto divertirmi. Giusto?
Korai scosse lentamente la testa. - E tu? - fece Kanzeon, rivolta a Nataku. - Hai finalmente scoperto cosa vuoi?
- Sì, sommo Kanzeon, - disse piano il ragazzo. - L'ho scoperto, e da molto più tempo di quello che credete.
La sua dichiarazione raccolse solo un sospiro di sufficienza. In ultimo, gli occhi di tutti i colori e di nessuno della divinità si posarono su Sanzo. - E tu... Konzen? Hai scoperto cosa vuoi davvero?
Tutto il dolore ignorato e messo da parte cadde addosso a Sanzo, che si scoprì incapace di parlare, schiacciato dal suo peso intollerabile. Allungò una mano verso Korai, supplichevole. L'angelo si voltò verso di lui, spaventata, le mani parimenti protese...
... mani corporee, vere, attraversarono completamente le mani spirituali...
Sanzo emise un suono soffocato. - Dannazione. Dannazione... Dannazione!!
- Sanzo.
- Dannazio...
- Sanzo, - ripeté dolcemente Korai. Questa volta il bonzo la guardò. Le mani incorporee si levarono verso il suo volto, e lo accarezzarono, confondendosi a tratti con i suoi contorni. Sanzo non sentiva nessun tocco, solo un dolce, amorevole calore.
- Korai, - esalò. Poi fu il buio.

--- FREE TALK ---
ENYA: Uh-oh amici, siamo alla svolta... siamo ormai agli sgoccioli!
SANZO: Era ora...
GOKU: Perché io faccio sempre la parte del pirla?
GOJYO: Perché lo sei!
GOKU: Pervertito di un kappa!
ENYA: Meglio interrompere, altrimenti questi due non smettono più... Goku, vedi questo nikuman? Prendilooooooo! [Goku, felice, rincorre il nikuman che la previdente & poderosa autrice ha lanciato!]
KORAI: Che bello... adesso viene il bello!
ENYA: Fai il pappagallo?
KOGAIJI: Basta, sono stanco, adesso me ne vado!
ENYA: No, tu mi servi per l'ultimo capitolo... cioè il prossimo! ^^
KOGAIJI: ??!!
ENYA: Eh eh eh. Eh eh eh. Eh eh eh eeeeeh! ß risata sadica da psicotica!

See you in the last chapter!!

***15***
---"Questo amore, così bello, così vivo, così tragico, così vero..." Jacques Prévert ---

Goku aprì gli occhi per primo. Il corpo di Sanzo era disteso scompostamente sotto di lui, inerte, gli occhi socchiusi e lo sguardo vacuo. Il demone rotolò via e si girò sulla schiena, guardando in alto... mentre compiva quel movimento, sentì intorno alla testa la fredda forma metallica del diadema. Era stato quello, dunque! I suoi compagni avevano recuperato il dispositivo e glielo avevano riinfilato. Ecco perché il contatto col Tenkai si era interrotto tanto bruscamente.
- Si... signor Hakkai! - esclamò la voce acuta di Yaone. - Son Goku è sveglio!
- Oh, meno male! - disse Hakkai in tono sollevato, porgendo entrambe le mani a Goku per aiutarlo a rialzarsi.
- Stupida scimmia, ci hai fatto penare, - borbottò Gojyo, una larga fasciatura intorno al torace.
- Già, - ribatté Kogaiji, nelle medesime condizioni, - pur essendo quasi in coma ti sei difeso strenuamente prima che riuscissimo a rimetterti quel diadema.
Goku scosse la testa, stordito. Batté le palpebre, e all'improvviso ricordò tutto, ogni cosa. Non gli capitava mai, quando si trasformava nel Seiten... dopo ogni metamorfosi, gli sopravveniva una completa amnesia. Ma questa volta, ogni dettaglio era chiaro! Kanzeon Bosatsu (possibile? Lo aveva addirittura colpito allo stomaco!), Korai, uno strano bambino già conosciuto da qualche parte e...
- Sanzo! - urlò. - Oh, no, Sanzo!
- Fatti coraggio, Goku, - mormorò tristemente Hakkai, passandogli un braccio intorno alle spalle.
- Ha passato troppo tempo in quello stato, - disse piano Dokugakuji. - La sua anima è rimasta intrappolata nel Tenkai. Il corpo è già freddo.
Goku scosse freneticamente la testa, il cuore rinchiuso in una morsa ghiacciata. - No. Non è vero. Non è possibile!
Iniziò a tremare, prima piano, poi fortissimo. Si prese la testa con le mani come se volesse staccarsela. Accasciato, tremante, dondolava avanti e indietro, come un bamibino demente.
Hakkai si sentì sprofondare il cuore, davanti a quella scena. Si limitò a stringerlo più forte, mentre anche Gojyo si avvicinava e posava una mano sulla testa del singhiozzante ragazzo.
Poco lontano, Kogaiji osservava in silenzio.

Sanzo cadeva. Tutto era buio, e lui stava cadendo, o almeno questa era l'impressione che aveva. Si costrinse ad aprire gli occhi. Nulla. Li richiuse, sopraffatto.
Basta. Era troppo.
- Sanzo?
Troppo, per lui. Non riusciva più a sopportare dolore e lacrime. Forse era questa la morte? Era quest'eterna caduta? Si era aspettato qualcosa di meglio, di più risolutivo, senz'altro di più rapido. Se cadere in eterno verso il vuoto era uguale a morire, allora... allora, forse, era addirittura meglio vivere.
- Sanzo!
Da qualche parte, intorno a lui, echeggiavano strani suoni. Ma non gli importava ascoltare. Non gli importava più di niente, ormai.

Korai rimase a guardare il bonzo ciondolare il capo biondo in avanti e cadere pesantemente al suolo. Terrorizzata, lo raggiunse e la sola vista dei suoi occhi immobili, da cadavere, la fece gridare.
- Sanzo! Sanzo!
Anche Korai Bosatsu cadde in ginocchio, presso quel corpo inerte. Le sue mani si tesero disperatamente in avanti, e lo attraversarono. - Oh...
Lacrime, lacrime scendevano copiose sulle sue guance. Nataku la guardò, guardò il bonzo in punto di morte e poi i suoi occhi freddi si posarono su Kanzeon.
- Lo lascerai morire?
La dea ermafrodita lo fissò con sufficienza. - Proprio tu mi parli di uccidere, dio della guerra?
Nataku scosse la testa. - Stupido.
Kanzeon Bosatsu, forse per la prima volta dopo la strage di Seiten Taisei, sobbalzò. - Come mi hai chiamato? - sibilò, ferocemente.
- Stupido, - ripeté Nataku, impassibile. - Sei inutile. Non puoi nemmeno impedire che accadano tragedie simili.
- Non è in mio potere farlo.
- E allora cosa è in tuo potere? - la rimbeccò Nataku, gridando. - Far soffrire i mortali e i divini, ecco cosa è in tuo potere!
Quell'urlo risvegliò la coscienza ottenebrata dal dolore di Korai. All'improvviso, sotto lo sguardo incredulo di Kanzeon e Nataku, le mani dell'angelo toccarono convulsamente il volto di Genjo Sanzo, come se fossero perfettamente vive. Poi, l'istante successivo, tornarono a confondersi con l'aria, come un sogno.
Korai emise un suono soffocato.
- Io... non voglio perderlo.
Qualcosa sembrò crepitare nell'aria, intorno a lei. Potere, energia satura.
- Non voglio perderlo, - ripeté la ragazza, volgendo sugli dei risoluti occhi oltremare da essere umano. - QUESTA E' LA MIA VOLONTA'.
E scomparve.
Nataku guardò Kanzeon. Il dio dell'amore lo osservò beffardo, poi scoppiò improvvisamente a ridere. - Era ora... aspetta qui, Nataku, adesso ho una commissione da fare.
Scomparve, per riapparire in un luogo ben preciso.
L'apparizione del dio gettò nello scompiglio i compagni. Gli unici che riuscirono a tenere gli occhi aperti davanti a quella luce sfolgorante furono Goku e Kogaiji.
- Basta piangere, stupidi mortali, - li rimbrottò Kanzeon Bosatsu. - Preparatevi, perché adesso viene il bello.

Cado... continuo a cadere... e mi sembra di morire lentamente, mi sembra di stare perdendo con lentezza estenuante tutta la mia coscienza, sia essa umana o divina, non ha importanza, ormai non sono più un essere ma solo un'essenza in via di sfocarsi sempre più, come un paesaggio brumoso...
... muoio...
e questa volta non ci sono Hakkai, il kappa pervertito e neanche quella stupida, stupida scimmia... e tantomeno il mio angelo...
Sei solo, inutile umano.
Di colpo, una luce si accese in alto, sopra di lui. Splendette come un faro, proiettando un cono di luce che perforò l'oscurità.
... un angelo? ...
Sì, un angelo! Che scendeva come un proiettile, ad ali spiegate, in picchiata verso di lui, una mano protesa.
Per gli dei... Korai!
- Sanzo, la mia mano! Prendi la mia mano!
- A... a che scopo?
La vide stringere gli occhi, disperata. - Non fare domande!
- Non ci sono più scopi, Korai. Non potremo mai più vivere insieme...
- SANZO!
Il bonzo aprì gli occhi di scatto. Sopra di lui, ancora Korai, con quella mano protesa a pochissimo spazio da lui. - Sanzo, adesso basta! Devi solo fidarti di me!
- ...di te?
- Io mi sono fidata di te! Tu mi hai salvato dal ricordo di Konzen! - la voce dell'angelo si levò in un crescendo incredibile, che risuonava come uno squillo di trombe ovunque, in quel luogo vuoto. - Perciò, adesso, lascia che...
Una stretta.
Sanzo sorrise, la sua mano chiusa con forza intorno a quella dell'angelo. - Salvami.
E dal buio, nacque finalmente la luce.

- Agh! - tossì Genjo Sanzo. Puntellò un gomito a terra, sollevandosi a metà e tossendo forte per liberare i polmoni. Ma non potè fare nulla per impedire a Goku di saltargli addosso [scimmia pervertita! High high high! ndEnya °////° ndGoku].
- Sanzo! Oh, Sanzo, Sanzo! Sei vivo!
- Lasc... lasciami, stupido, mi strozzi!
Fu necessario allontanare Goku a viva forza, per permettere a Sanzo di respirare. - Allora? - lo aggredì Gojyo. - Hai visto Korai?
- Che domanda idiota, - sbottò la voce annoiata di Kanzeon Bosatsu. Tutti tornarono a voltarsi verso di lui, ricordandosi all'improvviso della sua presenza. Con uno dei suoi soliti gesti plateali, il dio si avvicinò lentamente a Sanzo, che era ancora seduto per terra. Il bonzo si rialzò, si sistemò ancora il sutra sulle spalle e lo fronteggiò con cipiglio solenne.
- Se non sbaglio, eri venuto a scocciarmi per farmi una richiesta ben precisa, Genjo Sanzo Hoshi, - disse Kanzeon.
- Esatto.
- Alla luce di questi ultimi avvenimenti... desideri sul serio che la tua volontà sia soddisfatta?
Il bonzo esitò, gli occhi viola si smarrirono per qualche breve istante... poi recuperarono in pieno il loro fiero splendore. - Sì.
- E allora, rivuoi davvero Korai Bosatsu?
- No, - rispose Sanzo, cogliendo tutti di sorpresa.
- Che dici, idiota di un bonzo, - gridò Gojyo, fermato da una mano che Dokugakuji gli mise un braccio.
- Io... rivoglio Elise Korai.

Kanzeon lo fissò per un istante, scoppiando poi in una risata. - Santo cielo! Oh, Santo cielo, che ridere... è proprio vero, che i mortali sono divertenti! - poi, tornando serio: - Ne sei sicuro?
- Sì, - rispose con sicurezza Sanzo. - E'quello che vuole anche lei.
- E sia, allora.
L'aria intorno al Godai Bosatsu splendette e crepitò, mentre la sua figura si faceva prima traslucida poi sfocata... Kanzeon Bosatsu scomparve. E al suo posto, inginocchiata, battendo confusamente le palpebre semi accecate, c'era...
- KORAI! - urlarono felici Gojyo e Goku all'unisono, gettandosi contro di lei e stritolandola in un abbraccio micidiale.
- Via di qua, scimmia! - esclamò Gojyo, calciando via Goku e sollevando Korai tra le braccia in un girotondo al settimo cielo. - Ehi uccellino, sei ancora più leggera di quanto mi ricordassi! Dovremo nutrirti con più attenzione, da adesso in po...
Questa volta, fu il turno di Goku di atterrarlo con un pugno. - Oh, Korai, sono così contento di vederti! - esclamò la tenera scimmiotta, nascondendo il volto lacrimoso nella spalla della ragazza che non era riuscita ancora a profferire parola. Korai stava per farlo, quando si trovò faccia a faccia con un sorridentissimo Hakkai. - Siamo tutti molto felici di rivederti, cara Korai! [O___^ ndHakkai]
Letteralmente disgustato da tutto quel trambusto, Sanzo si allontanò in silenzio, frugandosi nelle tasche alla ricerca di un pacchetto di sigarette. Una pioggia sottile iniziò a scendere, bagnando con la sua grata frescura ogni cosa, ogni persona.
- Oh, amici... - mormorò Korai, trattenendo a stento le lacrime e sollevando dolcemente il mento di Goku con due dita, - anch'io sono felice di esser qui!
Il demone eretico sorrise.
- Yaone! - esclamò felice Korai, avvicinandosi alla ragazza demone e prendendole le mani. - Ti sarò grata per sempre per esserti presa cura dei miei amici...
La demone non rispose. Chinò la testa e sorrise.
- Grazie, signorina angelo, - fece Lirin, un po'imbarazzata. - Yaone-chan mi ha detto che avevi promesso di proteggermi sempre. Grazie.
Korai sorrise ed accarezzò la testa della ragazzina. Dokugakuji le sorrise, ma non avanzò un passo, e la ragazza rispettò il suo riserbo. Kogaiji, il principe dei demoni, la fissò a lungo prima di parlare.
- ...non avverti nulla di diverso, in te?
Korai ebbe per un attimo un'espressione perplessa. Poi, comprendendo improvvisamente, si portò una mano alla schiena.
- Esatto. Non sei più un angelo.
Korai chiuse gli occhi ed iniziò a sorridere. - Sai chi devi ringraziare, per questo? - le domandò Kogaiji, con espressione sorniona. Korai lo guardò, confusa.
- Ringraziare?
Poi, come per un'illuminazione, si rese conto che qualcuno mancava ancora all'appello. Si voltò, cercandolo con gli occhi, mentre Gojyo alzava la faccia verso il cielo ed esclamava: - Ah, stupida pioggia! Vieni, scimmia, o ci bagneremo come pulcini!
- Ma io...
- Ho detto VIENI, SCIMMIA! - con espressione eloquente, il kappa si trascinò dietro Hakkai e Goku, lasciando Korai indietro. Kogaiji sbuffò con sufficienza.
- Non amo le scenette romantiche, - ammise, con finto cipiglio, e Yaone dissimulò un sorriso. - Addio.
E sparì, portandosi dietro il suo seguito. Korai fece appena in tempo a scorgere Yaone e Lirin che la salutavano con la mano.

Aveva individuato Sanzo in piedi, poco lontano, al centro di una radura tra gli alberi frondosi. Il bonzo aveva la sigaretta in bocca, e se ne stava immobile sotto la pioggia, i capelli e i vestiti completamente incollati addosso.
Korai gli si avvicinò in silenzio. Raggiunse il suo fianco, e sospirò. - Quella sigaretta è spenta, - osservò.
Sanzo non rispose. Esitando, Korai lo cinse da dietro, avvolgendo le braccia sottili intorno al suo torace ed appoggiando la testa alla sua schiena. Sentì che le mani di Sanzo si appoggiavano sulle sue, sopra il suo petto. Attraverso la schiena del bonzo, sentiva il suo cuore battere forte, rapido, vivo.
- C'è una cosa che non ho ancora capito, - disse Sanzo, di punto in bianco. - Chi ha salvato chi, tra noi due?
Korai sorrise. - Non riesci a tollerare l'idea di un salvataggio reciproco?
- Tsé.
- Sanzo... siamo liberi!
Gettando via la sigaretta impregnata di pioggia, Genjo Sanzo si voltò e fronteggiò Elise Korai. Gli occhi della ragazza avevano perso la loro cangianza divina, non cambiavano più colore con la frequenza precedente ma erano belli, brillanti, di un intenso azzurro mare. Le sue grandi mani si posarono sulle guance di Korai.
- Ehm...
No, non riuscì a dirlo. [Che tenero! ndEnya] Era troppo, per il suo orgoglio.
Con un gesto semplice, si chinò e la baciò delicatamente...
- Yuhuuuuuu! - gridò Gojyo, emergendo con i pugni alzati in segno di vittoria dal fitto del bosco. - Era ora, maledetto bonzo!
- Già, - esclamò Goku, polemico: - Sai da quant'era che aspettavamo un lieto fine come questo? Eh?
Hakkai non diceva niente, ma sorrideva allegramente come al solito. - Dovremmo iniziare a pensare di insegnare ad Hakuryu di trasformarsi in un camper, - disse, parlando al draghetto appollaiato sulla sua spalla. - Altrimenti, dove metteremo tutti i bei bimbetti biondi dagli occhi suadenti che nasceranno?
Sia Sanzo che Korai divennero uniformemente rossi.
Naturalmente, il primo a riprendersi fu il bonzo.
- Dannati! - esclamò, estraendo la shoreju. - Tornate qui, se ne avete il coraggio!
- Gambe! - strillò Goku, correndo via, mentre anche gli altri gli si accodavano...
Korai rise, felice.
Era questo, questo ciò che aveva sempre desiderato.
E la cosa divertente, era che le erano occorsi millenni, per scoprirlo.

Su nel Tenkai, qualcun altro sorrise.
- E adesso? Che succederà adesso, Nataku Taishi? - esclamò Kanzeon Bosatsu.
Il ragazzino, in stato comatoso sul suo trono, non batté ciglio.
- Ummmph, - sbuffò il dio. - Smettila di prendermi in giro. So benissimo che, anche se il tuo corpo non si è mai mosso da qui, la tua anima in questo momento gioisce insieme a quegli stupidi mortali.
Con aria annoiata, il dio si allontanò.
Con un guizzo, le labbra di Nataku si arricciarono in un mezzo sorriso.

FINE, FINE, FINEEEEEEEEEEEE!

--- FREE TALK ---
ENYA: Non ci credo, non ci credo, ce l'ho fattaaaaaaa!
SANZO E KORAI: Era ora!!!!

Eeeeek! Sono troppo happy per scrivere altre cazzate! BECCATEVI QUESTA HAPPY ENDING!!!!!!!!!!!! Ciaaaaoooooo... ci vediamo nel seguito!

SANZO: Cosa?!
TUTTI GLI ALTRI: Cosa?!
HOMURA (sadico): Eh, già, fate bene a preoccuparvi... ci sarò anch'io!
ENYA: Bastardo.... non spoilerareeeeeeee! CIAO!