- Eretiche -
Capitolo 9
Lien si nascose in una piccola grotta in un bosco che non distava molto da
un piccolo villaggio. Le gambe spinte dalla sua rabbia improvvisa lavevano
portata lontano.
Sono una stupida!!! Perché ho detto tutte quelle cose a Fait!?...non
le pensavo...è che lei non vuole capire....siamo proprio diverse...lei
riesce ad essere vitale e sincera anche con gli estranei....io no.... solo
con Aia, Fait e Nabil posso essere ma stessa. Non ho mai voluto ammetterlo
ma ho sempre paura di chi non conosco,perciò non do confidenza con
facilità. Lien cominciò ad addormentarsi ormai era notte..
Se lei non fosse così prevenuta verso gli dei...se solo capisse
che non posso separarmi da quella dea perché lei.....
***
Lien era uscita distrutta dalla trasformazione. Una volta tornata normale
era svenuta. Ora era vigile ma il corpo le faceva troppo male per muoversi.
Quattro pesanti catene le stringevano le caviglie e i polsi. Lavevano
cambiata di cella.
Qualcuno entrò. Gutabu. Lo aveva accecato, lo ricordava perfettamente!
-Ti sei svegliata!-Lei lo guardò torva...
-Mi guarderai così ancora poco...- disse il dio ghignando - sai il
consiglio è stato molto colpito dalla tua furia animalesca e di come
io, nel tentativo di salvare tua sorella che tu stessa volevi uccidere,sia
rimasto accecato- (N.d. è la versione che ha raccontato al consiglio
per far ricadere tutta la colpa su di lei e non su lui che voleva violentare
Fait!!!) -...è stata decisa una bella punizione pubblica..-
Entrarono altri due dei che, slegatala, la sollevarono per le braccia e la
trascinarono fuori dalla cella. La ragazza non riusciva a sostenersi. Dopo
vari corridoi la portarono allesterno. Lei non lo aveva mai visto. La
luce. I colori. I profumi.
La condussero in una grande piazza. Lemozione provocata da tutte le
nuove cose sparì quanto Lien vide un grande palo nella piazza.....e
in cima a questo una grande croce.
Il panico la invase. Cominciò a dimenarsi convulsamente per scappare
e urlare con disperazione ma era troppo debole per fuggire.
- Hai paura adesso!!???....bè sono felice di informarti che la pena
è a scadenza...............
illimitata!!-
-Noooooooooo!!! Lasciatemiiiiii! Lasciatami! noooooo-
Lien fu legata alla croce con una sorta di filo spinato (N.d. sono troppo
cattiva!!??...qualche volta mi faccio paura...) che le graffiava la pelle.
Il peso del corpo tutto sulle braccia. Dolore. Paura.
Il volto rigato di lacrime mentre i suoi carnefici se ne andavano.
Poche ore dopo le persone cominciarono ad arrivare, tutte con grande stupore
guardavano lo scioccante spettacolo. Cera chi la derideva la scherniva
perché lei meritava tutto questo. Perché lei era uneretica....aveva
la colpa di essere diversa. Di essere impura. Di essere viva. Lien guardava
con odio tutti quei volti.
Altri erano scioccati, spaventati...odiava anche quelli perché per
quanto... forse...non trovavano giusto ciò che le era accaduto...non
avevano il coraggio di aiutarla.
Bruciava. La pelle bruciava. Erano trenta giorni che era appesa.
Le mani ormai non le sentiva più. Il sole spendeva alto...e bruciava.(N.d.
sono tremenda....)
Erano giorni che non pioveva. Dannazione. Lien era disastrata. I suoi occhi
erano vacui...il calore la stava facendo diventare ceca. Trenta giorni. Si
chiedeva come facesse ad essere ancora viva. Quel giorno non riusciva proprio
a stare sveglia. Respirare era così difficile. Ma lei continuava a
combattere...non voleva morire....
La gente le camminava sotto ormai senza guardarla.
Una carrozza. La gente si animò.
-La dea dellamore! È tornata!- gridò un bambino. Lien
ne aveva sentito parlare. Era un elemento importante. Ma era anche famosa
perché amava contraddire chi stava più in alto di lei. Limperatore
stesso.
La donna scese. Bella. Si stagliò tra la gente. Alzò lo sguardo
e vide Lien. Per lei era una novità era stata via a lungo in quel periodo.
Ma a differenza degli altri non fece finta di niente. Si avvicinò alla
croce.
-Perché?- chiese alla ragazza . Lien non aveva la forza di rispondere
la guardò solo...anche se poteva vedere solo unombra. La dea
la fissò a sua volta. Sembrò poterle leggerle il cuore. Con
un gesto della mano la slegò. Lien cadde a terra. La dea la fece prendere
in braccio dal suo aiutante e se la portò via tra gli sguardi
increduli di tutti.
***
perché lei per me... per me fu la salvezza...