Ciao,Ni-miao e Konnichi wa a tutti! Sono Kira Akorisawa e sono orgogliosa, ma che dico? Orgogliosissima di presentarvi la mia fan fiction. Non illudetevi, non sarà semplice capire questa fan fiction, ho la mente contorta io, (non so se lo dico perché è vero oppure perché voglio dirvi in un altro modo che sono pazza!) Cmq, questa è una storia di avventura, ma non come le altre, peggio! Non fraintendetemi ma, se non vi piacciono i combattimenti, i sentimenti e le passioni, e le battute andate a leggere qualche altra fan fiction, ma se volete conoscere il parere di un'altra super fan, ma che dico? Saiyukidipendente, allora tuffatevi in questa nuovissima avventura, fresca di tastiera e lasciate che vi trasporti nella mia strana storia come se fosse un sogno. (Non spaventatevi per il numero di pagine! Le cose non si leggono tutto d'un fiato! Magari, un po' alla volta, come faccio io, che ne dite?)
- Le ombre che provengono dalla luce-
dedicato alla mi cara Lirin '91
Il viaggio verso Ovest procedeva tranquillamente, così si fa per dire dato che Gojyo e Goku continuavano a litigare senza sosta!...
GOKU:Ho fame!
GOJYO:Ma ti si è incagliato il disco? Sono due ore che dici sempre
la stessa cosa! Ormai ho paura che sia l'unica frase sensata che quel poco
di cervello che hai sia in grado di formulare!
GOKU:Che mi dici di te allora? Sai pensare solo alle donne! Quelle non sono
buone da mangiare!
GOJYO:Però è più sensato innamorarsi di una donna che
di un nikuman non credi?
GOKU:che hai pervertito di un kappa? Vuoi fare a botte?
GOJYO:Se è questo che vuoi ti accontento subito stupida scimmia!
Ma proprio mentre stavano per avventarsi l'uno contro l'altro, Sanzo li bloccò
come al solito
BANG! BANG!
SANZO: FINITELA!
HAKKAI:Eh! Eh! Dai Sanzo calmati!
SANZO:
GOJYO: MI VUOI AMMAZZARE BONZO CORROTTO?
Sanzo allora puntò la sua Shoreijyou contro la tempia di Gojyo e disse.
SANZO: Se è questo che vuoi ti accontento subito!
GOJYO: No, se non ti dispiace, mi piacerebbe vivere ancora un po', almeno
il tempo di trovarmi una ragazza!
GOKU: Un villaggio! EVVIVA SI MANGIA!!!!!!
GOJYO: Si ora ne sono convinto: è l'unica cosa a cui sa pensare!
GOKU: Cos'hai detto Gojyo?
GOJYO: Niente che tu possa capire!
Concluse tagliando corto. Il villaggio era piuttosto grande. Era il giorno
del mercato e c'erano più bancarelle del solito. Ogni bancarella aveva
qualcosa di invitante da mangiare e si
avete capito
GOKU:( facendo gli occhi dolci) Sanzo, mi compri qualcosa?
SANZO: No.
GOKU: Eddai!
SANZO: Ho detto di no!
GOKU: Se mi compri qualche nikuman non ti darò più fastidio
per tutta la giornata!
SANZO: me lo prometti?
GOKU: se ti darò fastidio potrai darmi tutte le harisennate che vuoi
ma
comprami qualche nikuman!
SANZO: E sia! Ma fino a domani mattina non voglio sentirti frignare!
GOKU: EVVIVAAA!!!
GOJYO: che cosa non fa per mangiare un po'!
HAKKAI: Già!
Ad un certo punto si sentì una voce imporre a qualcuno di fermarsi.
Era stato un uomo molto robusto e con una folta barba nera. Ad un certo punto,
Hakkai si sentì urtare la spalla molto forte, tanto che si girò.
A terra c'era una strana ragazza.
HAKKAI: Si è fatta male signorina?
La ragazza lo guardò come se l'avesse disturbata. Poi guardò
di nuovo a terra e raccolse le mele che le erano cadute, si rialzò
e continuò la sua corsa.
UOMO: PERCHE' NON L'HA FERMATA? POTEVA BENISSIMO
HAKKAI: Mi scusi non potevo immaginare che
UOMO2: Non si preoccupi (disse un uomo magro e con un bastone in mano) se
la prenderete, dimenticherò l'accaduto.
SANZO: E ci offrirà vitto e alloggio!
UOMO2: Va bene.
SANZO: Hakkai, salta in macchina! Gojyo, Goku, andiamo!
GOJYO: Per risparmiare si fa di tutto vero Sanzo?
SANZO: Chiudi il becco e risparmia il fiato per correre!
I quattro allora iniziarono a correre dietro quella strana ragazza. Era veloce,
cavolo se lo era! Gojyo non era sicuro che l'avrebbe raggiunta, allora, prese
lo Shakujyo e allungò la catena verso la ragazza che, con sorpresa
da parte di tutti la evitò saltando e senza perdere ne l'equilibrio,
ne terreno. Sanzo allora le sparò un colpo, ma evitò anche questo
prendendolo di striscio con la spalla. Goku allora si fece velocissimo diventando
invisibile e un attimo dopo si trovava d'avanti alla ragazza che si spostò
e lo evitò in tempo, allora Goku ordinò al suo Nyoibo di allungarsi,
ma la ragazza saltò anche questa volta. Allora Hakkai premette il piede
sull'acceleratore riuscendo a raggiungerla, sterzò in modo che potesse
bloccargli la strada, ma la strana ragazza saltò sul cofano e poi era
di nuovo con i piedi a terra che correva, alzando tanta sabbia. Sanzo allora
iniziò a correre più veloce, la ragazza si voltò per
vedere se li aveva seminati, ma Sanzo le stava alle calcagna. Poi inciampò
in un sasso, si rialzò velocemente raccolse solo due mele e continuò
a correre. Il piede le faceva male ma, doveva fuggire. Sanzo ormai aveva guadagnato
molto terreno e gli bastò un salto per riuscire a prenderla. Si, fece
un gran salto in modo da andare addosso alla ragazza. Rotolarono tutti e due
insieme lungo la pendice di una duna di sabbia ed ecco che quel fulmine di
una ragazza si era fermata. Era a pancia all'aria, e aveva gli occhi chiusi.
Il sole bruciava tanto. Poi Sanzo si rialzò e si accorse che era sopra
di lei. La ragazza allora riuscì ad aprire gli occhi perché
Sanzo aveva coperto il sole e vide qualcosa di molto più luminoso,
più luminoso dei raggi del sole, i capelli di Sanzo. Lo guardò
nei suoi occhi profondi viola e passando una mano tra i capelli di Sanzo disse.
RAGAZZA: Questa luce
Sanzo arrossì e la prese per un braccio risalendo la duna. La ragazza
teneva i denti stretti. La sabbia scottava come il vestito nero di Sanzo.
Quest'ultimo le stringeva il polso destro molto forte, ma alla ragazza non
dispiaceva, anzi, era la prima volta che si sentiva al sicuro. Sanzo aveva
corso tantissimo e ora aveva un po' di fiatone. Raggiunse gli altri e poi
tutti insieme si recarono da quell'uomo strano che gli aveva promesso vitto
e alloggio in cambio della cattura della ragazza.
UOMO2: Eccovi finalmente! Pensavo che non cel'avreste fatta a prenderla!
SANZO: Lei ci sottovaluta!
Disse in fine spingendo la ragazza verso l'uomo. La ragazza aveva la testa
bassa e i suoi capelli le coprivano gli occhi. Gojyo, la guardò dall'alto
in basso. Era piena di cicatrici e aveva i vestiti sporchi. Non aveva scarpe.
Indossava una maglia bianca senza maniche, stracciata, che le arrivava fino
alla fine delle costole , aveva poi dei pantaloncini molto corti, neri, aderenti
entrambi sporchi e alle caviglie e ai polsi, bracciali e catene, Come mai?
La cosa che però incuriosiva di più erano i suoi capelli. Erano
sul castano quasi biondo, facevano contrasto con la sua carnagione colorita,
erano crespi e molto ondulati, lunghi fino a poco sotto le spalle, scalati,
ma la cosa sorprendente, era che i due ciuffi che le cadevano d'avanti agli
occhi e quello centrale che le scendeva lungo la schiena erano rossi, proprio
come quelli di Gojyo. Più che una ragazza, era quasi una donna, solo
che era gracile. L'uomo allora prese uno strano aggeggio somigliante ad una
frusta e disse.
UOMO2: Se non vi dispiace, dovrei punirla, per aver rubato e per avervi scomodato
tanto.
Allora iniziò a picchiarla dietro la schiena con quel coso ma la ragazza
non diede nessun segno di dolore. Non un gemito. Non una parola. Non un lamento.
Sembrava morta e continuava a tenere la testa bassa. Una mano allora, fermò
il braccio di quell'uomo e disse.
SANZO: A noi non interessa la sua punizione, ma il mantenimento della sua
promessa.
UOMO2: Ah, si è vero! Scusate non mi sono presentato. Mi chiamo Sashi
Hirogawa e sono il padrone di una grande reggia qui vicino. Voi siete
.
GOJYO: io mi chiamo Sha Gojyo.
HAKKAI: Io sono Cho Hakkai
GOKU: Io Son Goku. (Battutina!^_^ NDA)
SANZO: Sono Genjo Sanzo.
SASHI: Il venerabile Genjo Sanzo Hoshi! Quale onore! Prego vogliate seguirmi.
I quattro allora salirono in macchina e seguirono Sashi arrivando così
alla reggia più grande che avessero mai visto. Era enorme e colossale,
più che una reggia, sembrava un castello. Intorno all'enorme casa,
c'era un giardino colmo di fiori, ma soprattutto di rose: bianche, rosse,
rosa e qualcuna era persino azzurra. Sanzo e gli altri, guardavano estasiati
lo spettacolo che avevano d'avanti ed entrarono nella casa. Avete presente
quelle case con la moquette rossa, una sala d'entrata enorme e due rampe di
scale che vi si presentano d'avanti maestosamente? Ecco, era così.
Goku, guardava tutto a bocca aperta. Non riusciva a capacitarsi della maestosità
di quella casa, ma c'era un problema, doveva andare urgentemente in bagno!
SASHI: Bene, le vostre stanze sono quelle lassù, se volete ve le mostro.
Non vi conviene girare per questa casa da soli o senza una mappa: potreste
perdervi!
GOJYO: In effetti
GOKU: Scusi signor Sashi!
SASHI: Cosa c'è?
GOKU: Avrei urgentemente bisogno di andare in bagno, saprebbe indicarmi dov'è?
MAGGIORDOMO: Prosegui per il corridoio qui a destra, gira a destra e la seconda
porta sempre a destra è il bagno.
GOKU: grazie signor
MAGGIORDOMO: Chiamami Kou ragazzino.
GOKU: Grazie Kou!
Scappò allora ad una velocità inverosimile verso il bagno. Arrivato
poi nell'ultimo corridoio, non ricordava se il bagno era a destra o a sinistra
e prese la seconda porta a sinistra.
GOKU: Che odorino delizioso!
Esclamò Goku prima di aprire la porta.
C'era tanto fumo e tanto vapore ed una ragazza stava lavorando con un coltello.
Teneva la testa bassa e pelava una patata con molta furia e forza, che fosse
arrabbiata con qualcuno?
RAGAZZA: AHN!
Mormorò. Si era tagliata. Era un bel taglio profondo quello che si
era procurato all'indice, ma non era niente in confronto alle altre ferite
che aveva sul corpo. Mise la mano sotto la fontana del rubinetto, ad un tratto
poi, si sentì toccare la spalla. Si girò e vide un bel ragazzo
dal viso sorridente e gli occhi che splendevano come l'oro.
RAGAZZA: AHHHHH! AAAAH! UMMMMM!
La ragazza iniziò ad urlare e a indietreggiare, Goku allora gli si
fiondò addosso e le mise una mano d'avanti alla bocca. Caddero a terra
sbattendo entrambi la testa contro il lavandino. La ragazza si muoveva con
insistenza e nonostante Goku fosse molto forte, riusciva a malapena a tenerla
ferma. Poi si calmò e guardò Goku implorevole di lasciarla andare.
GOKU: SHHHH! Se stai zitta ti lascio andare, altrimenti no.
La ragazza fece cenno di si con la testa e Goku la lasciò.
GOKU: Sbaglio, o tu sei la ragazza di prima?
Chiese, ma la ragazza rivolse lo sguardo al pavimento e non rispose.
KOU: Ehi! Tu! Cos'è questo baccano? Lavori si o no?
Era la voce di Kou! La ragazza sapeva che se avesse visto il ragazzo dagli
occhi dorati dentro la cucina, li avrebbe rimproverati entrambi con la differenza
che avrebbe picchiato lei. La ragazza allora mise un dito sulle labbra di
Goku, facendogli capire di restare giù e in silenzio, poi si alzò
e continuò a pelare le patate.
KOU: Sbucci ancora quelle patate? Fa' veloce!
Disse, poi chiuse la porta e se ne andò. La ragazza tirò un
sospiro di sollievo( sempre tenendo la testa bassa) e fece cenno a Goku di
alzarsi. Goku si alzò e disse.
GOKU: Perché hai voluto che mi nascondessi? Non provi neanche un po'
di rabbia nei miei confronti? Dopotutto, ho aiutato i miei compagni nella
tua cattura.
La ragazza non rispose, ma aprì uno sportellino sotto la cucina e ne
uscì una mela.
GOKU: Ora ho capito, hai raggiunto il tuo scopo e non te ne importa niente
eh?
La ragazza mise a posto la mela.
GOKU: Bene allora io me ne vado! Ho un urgente bisogno di andare in bagno!
Ci si vede!
Ad un tratto, il suo stomaco brontolò, si girò verso la ragazza
che non si smosse per niente e disse.
GOKU: Eh! Eh! Scusa!
La ragazza allora, aprì un altro sportellino e ne uscì un nikuman.
Lo porse a Goku e continuò a pelare le patate.
GOKU: Un nikuman? Evviva!
Iniziò ad avviarsi verso la porta, mangiando il nikuman poi si rigirò
e disse.
GOKU: Ehi! Grazie!
La ragazza smise di pelare le patate e si girò verso il ragazzo dagli
occhi dorati con una faccia alquanto sorpresa. " Non pensavo
che
esistessero persone che sanno che non tutto gli è dovuto." Pensò.
I Saiyuki boys erano seduti ad un grande tavolo insieme al signor Sashi. La
cena arrivò. Era alquanto invitante. Goku stava per tuffarsi dentro
al pollo con le patate, poi Sashi disse.
SASHI: questo pranzo è stato cucinato dal miglior sheff di tutto il
villaggio prego.
Goku allora si bloccò. " Dal migliore sheff di tutto il villaggio?
Quest'uomo è un bugiardo! Mente! Questo pranzo è stato cucinato
dalla ragazza tanto buona che lui disprezza! Fin quando non dirà la
verità sulla preparazione di questo cibo io
non toccherò
niente!"
GOKU: Non ho fame!
Gojyo al suono di quelle parole iniziò a tossire con insistenza, si
stava strozzando con le patate.
GOJYO: Che hai scimmia? Stai male per caso?
GOKU: No, sto benissimo. Ma non credo che questo cibo sia stato preparato
dal migliore sheff di tutto il villaggio!
SASHI: Dubiti forse delle mie parole?
GOKU: Io non dubito, ne sono sicuro!
SANZO: "Che cavolo ha quella stupida scimmia?"
GOKU: Fino a quando non saprò da chi è stato preparato questo
pranzo, non mangerò!
SANZO:!!!
HAKKAI: ???
GOJYO: !!!!!!!??
SASHI: Sei per caso entrato nella cucina ragazzino?
GOKU: Io
no!
Dicendo questo, Goku si alzò da tavola e andò nella stanza a
lui assegnata e si chiuse.
SASHI: Ragazzini!
SANZO:
Dopo pranzo ognuno entrò nella propria stanza.
GOKU: Dannazione! Ho proprio fame!
Poi sentì bussare alla porta e disse
GOKU: Avanti!
GOJYO: Se hai detto avanti vuol dire che non sei morto di fame vero stupida
scimmia?
GOKU: và via kappa! Non ho voglia di litigare con te!
GOJYO: Eh? E chi vuole litigare! Tieni! Sapevo che se non ti avrei portato
qualcosa avresti iniziato a mangiare il letto.
Gojyo gli porse un piatto con pollo e patate, un po' di pane e della frutta.
GOKU: ho detto che io quello non lo mangio!
GOJYO: Però pensa a quanto lavoro avrà impiegato la persona
che lo ha preparato! Chiunque esso sia. Deve averci messo anche tanto amore!
GOKU: E sia!
Disse iniziando a mangiare. Finito tutto, Gojyo chiese.
GOJYO: Perché non hai mangiato prima?
GOKU:
GOJYO: Goku
GOKU: Non ho voglia di parlarne!
Così dicendo si coricò sul letto e si girò di spalle
verso Gojyo e poi disse.
GOKU: Quei piatti sono stati preparati da un'altra persona, non dallo sheff
migliore del villaggio!
GOJYO: Ne so quanto prima ma, vabbè! Se non ti va di parlarne io me
ne vado.
Detto questo se ne uscì.
SANZO:
Sanzo aveva sentito la conversazione. Stava facendo un giro per il piano di
sopra aprendo una ad una le porte per vedere cosa ci fosse dentro.
SANZO: Quante stanze inutili! Uh?
Sanzo rivolse lo sguardo verso una porta che non aveva visto. Era tutta arrugginita
e rovinata.
SANZO: " Cosa ci sarà mai qui dentro?"
Pensò, dopodiché, aprì lentamente la porta, sbirciò
dentro la stanza. Era tutto buio. Poi, il filo di luce che penetrava dall'apertura
della porta, riuscì a far vedere a Sanzo qualcosa. Un corpo, pieno
di ferite, seduto a terra con la testa bassa come se si stesse pentendo di
qualche sua azione. La figura poi si voltò verso Sanzo. Gli occhi di
quella persona, a contatto con la luce brillarono. Sanzo allora chiuse la
porta velocemente. Si poggiò con la schiena alla porta e con gli occhi
sbarrati iniziò a respirare affannosamente.
SANZO: "Che diavolo era quella cosa lì dentro?"
Poi cercò di allontanarsi ma non ci riuscì. La porta si era
aperta e da questa uscì una mano che teneva Sanzo per il polso sinistro.
Sanzo si spaventò e cercò in tutti i modi di liberarsi da quella
presa. Non ci riuscì, anzi, tutte le volte che tirava, la mano stringeva
ancora di più.. Sanzo guardò la persona con uno sguardo severo
e spaventato. La persona, lasciò la presa e abbassò ancora di
più la testa come se implorasse Sanzo di entrare. Sanzo la guardò
come se fosse un mostro, poi entrò e chiuse la porta. In quella stanza
era davvero buio pesto e si sentiva puzza di chiuso. Sanzo riusciva a malapena
a distinguere i contorni della figura umana che lo aveva supplicato di entrare
e quelli di un letto con vicino una sedia ed un piccolo comodino, grazie alla
luce che filtrava da sotto la porta. Sanzo era infastidito da quel silenzio
e da quel buio e vista una finestra disse.
SANZO: Apri la finestra, non si vede nulla.
La figura umana allora si allungò verso la finestra facendo un forte
rumore metallico. Sanzo allora vide che quella persona era incatenata al muro
attraverso una lunga catena per il braccio sinistro. La strana persona allora
arrivò vicino alla finestra e si bloccò. Non poteva più
proseguire, la catena era troppo corta e non ci arrivava.
SANZO: Stupido!
Disse il bonzo dagli occhi viola. Si alzò dalla sedia e andò
ad aprire la finestra. La luce ora entrava come non mai, peccato che il sole
avrebbe iniziato il suo tramonto a momenti. La figura umana, non era abituata
a tanta luce e si coprì il viso.
SANZO: Bene, ora possiamo parlare. Cosa?
La figura umana. Sanzo ora riusciva a distinguerla e si rivelò per
quello che era: la ragazza che avevano fermato dopo aver rubato le mele. Sanzo
allora si mise in posizione di difesa e chiese.
SANZO: Vuoi per caso vendicarti? Per questo mi hai attirato qui dentro ragazza?
La ragazza come al solito non alzò lo sguardo tenendolo ben fisso a
terra come se stesse soffrendo.
SANZO: Sarebbe bene che mi rispondessi. E alza lo sguardo! Odio le persone
che non mi guardano in faccia quando parlo!
La ragazza alzò lo sguardo e Sanzo spalancò gli occhi dallo
stupore. Gli occhi di quella ragazza. Non aveva mai visto una cosa del genere.
Gl'iridi erano intorno alla pupilla dorati e mano a mano che ci si allontanava
da essa diventavano rossi. Avevano poi un'espressione strana, come se non
ridessero da tanto tempo e non sapessero più farlo. Sanzo si sedette
e chiese.
SANZO: Come mai hai gli occhi così ragazza?
RAGAZZA: io
so
sono nata dal
dall'unione tra un
un demone
kappa e un dio.
Ecco spigato anche il colore dei suoi capelli.
SANZO: Qual è il tuo nome?
RAGAZZA: No
non lo ricordo. E' passato ormai troppo tempo dall'ultima
volta che mi chiamarono per nome.
SANZO: Troppo tempo
e
è troppo tempo che sei legata a quella
catena giusto?
RAGAZZA: Temo di si.
SANZO: Come mai?
RAGAZZA: Ho sentito dire che sono i colpevoli di grandi crimini ad essere
incatenati. Quindi io
SANZO: Sei colpevole di qualche crimine?
RAGAZZA: No
non che io ricordi.
Abbassò nuovamente la testa. Sanzo allora notò le innumerevoli
ferite e cicatrici che aveva sul corpo. Perché?
SANZO: Perché vivi in questa villa?
RAGAZZA: I miei genitori
morirono quando io avevo sette anni.
SANZO: Causa?
RAGAZZA: Molti, ipotizzarono che fui stata io a ucciderli. Poi il padrone,
il signor Sashi, mi prese con sé e mi diede da lavorare in questa grande
villa. Vivo qui e mi danno da mangiare si e no una volta al giorno.
SANZO: Quindi tu credi, che sei incatenata lì per aver ucciso i tuoi
genitori, non è così?
RAGAZZA: Non posso ipotizzare, non mi è concesso farlo.
SANZO: Allora d'ora in poi, in mia presenza, sarai costretta ad ipotizzare.
Ci siamo capiti?
RAGAZZA: Si.
SANZO: E quelle ferite
Disse Sanzo con una nota di dolore.
RAGAZZA: Quando non eseguo bene gli ordini, vengo punita.
SANZO: Come questa mattina?
RAGAZZA: A volte peggio. Questa mattina il padrone è stato fermato
da voi venerabile Sanzo.
SANZO: Già. Perché ti tengono con la finestra chiusa?
RAGAZZA: Il padrone dice che la luce è una cosa troppo bella perché
io possa ammirarla. Ma lei
è una luce strana venerabile Sanzo.
I suoi capelli, sembrano i raggi del sole e le sue parole illuminano ciò
che ho dentro e mi perdo nel colore viola dei vostri occhi profondi quanto
severi.
SANZO: " Non è possibile, come
"
Si ricordò di Goku. Disse quasi la stessa cosa tanti anni addietro.
RAGAZZA: Scusatemi venerabile Sanzo. Non dovevo. Ho parlato fin troppo.
SANZO: Tenevi lo sguardo basso, perché per te sono la luce e non ti
è concesso vedere la luce?
RAGAZZA: Si. E
per via del colore dei miei occhi e dei miei capelli,
la gente mi reputa un mostro. Pensavo che anche voi
SANZO: Tsk! Ma le hai viste le persone con cui vado in giro? Un pervertito
di un kappa, una stupida scimmia eretica e un demone che sorride sempre.
RAGAZZA: Si, ho visto.
Sanzo riguardò le ferite di quella gracile quanto affascinante ragazza
e notò che erano molte. Troppe. La maggior parte delle quali ancora
aperte.
SANZO: Nonostante quelle ferite, sei ancora viva? Ti hanno mai curata?
RAGAZZA: Mai. Io sono un mezzo demone, sono piuttosto forte fisicamente, riesco
a sopportare il loro dolore.
SANZO:
"Chissà se Hakkai
"
RAGAZZA: Cosa c'è?
SANZO: Niente.
Si alzò dalla sedia, chiuse la finestra e si avviò verso la
porta. La ragazza sembrò alquanto spaventata dell'allontanamento del
bonzo, con lui si sentiva al sicuro, come mai prima d'ora.
SANZO: Non dire a nessuno che sono stato qui. Ci siamo capiti?
La ragazza annuì con la testa, l'abbassò e la rialzò
di scatto dicendo.
RAGAZZA: Venerabile Sanzo aspettate!
SANZO:?
RAGAZZA: il mio nome
il mio nome è
Saya, si
il mio nome
credo che sia Saya.
SANZO: Saya eh? Allora, era tutto molto buono oggi, Saya.
Sanzo chiuse la porta lentamente. Saya voleva sorridere, ma non ci riuscì.
Non sapeva più sorridere. Saya ora era di nuovo sola. Sola, nel buio
di sempre. Nel buio che ora aveva colmato i vuoti della sua vita. Le ombre
che per la prima volta, avevano visto la luce. La vera luce. Quella che illumina
anche l'anima.
Sanzo si allontanava sempre di più dalla camera di Saya. Pensava. Pensava
a quanto somigliasse a Goku. Entrambi, hanno vissuto nelle ombre più
profonde. Le ombre che vengono dalla luce. Quelle ombre, che vengono ad inghiottire
la tua anima anche quando è lucente come il sole e sei sicuro di farcela,
loro sono lì e piombano su di te, facendo sparire tutta la sicurezza
che avevi, inghiottendola. Per sempre.
HAKKAI: Sanzo!
SANZO:?
HAKKAI: Grazie al cielo! Non riuscivamo più a trovarti! Pensavamo che
ti fossi perso nella villa! Dove ti eri cacciato?
SANZO: Hakkai, devo parlarti.
Hakkai seguì Sanzo nella sua stanza. Sanzo gliene parlò. Parlò
ad Hakkai di cosa era successo in quella camera.
HAKKAI: Com'è possibile?
SANZO: Questa è la verità. Questa notte voglio che tu venga
con me per
HAKKAI: Si, verrò, stanne certo. Però, bisognerebbe parlarne
anche con
SANZO: NO! Non ora almeno. Ora ho bisogno solo di te.
HAKKAI: Allora verrò. O_^
Sorrise. Come al solito!
La notte era scesa, più scura che mai. Il sig. Sashi, era via per una
festa tra ricchi. Pfui! Sanzo e Hakkai non si erano addormentati. Come potevano?
Dovevano attuare il loro "piano" e poi, dalla stanza di Saya, si
erano sentite delle urla, le sue urla. Sashi evidentemente l'aveva punita,
e poi se n'era andato. Quante calunnie Sanzo, voleva lanciare contro quell'uomo,
ma sarebbe stato inutile.
HAKKAI: E' questa la stanza?
SANZO: Si, aprila.
GOKU: Cosa ci fate qui?
SANZO:Niente! Torna a dormire stupida scimmia!
GOKU: Va bene.
Goku se ne andò. Hakkai aprì la porta lentamente, per non far
rumore. Ed eccola. Eccola lì Saya, sopra il suo letto, con il suo bellissimo
viso purtroppo sofferente. Dormiva. Hakkai la vide e spalancò gli occhi
per lo spavento.
HAKKAI: Ah! Non è possibile! Sanzo!
SANZO: Cosa c'è? Ah!
Saya, era piena di altre ferite tra le quali, una enorme sull'addome aveva
preso infezione. Hakkai si precipitò dalla ragazza e iniziò
a vedere la situazione. Era grave la sua ferita e se non avesse fatto subito
qualcosa, Saya non cel'avrebbe fatta. Hakkai si inginocchiò a terra
ed usò il ki per cercare di curare la sua ferita. Saya era accoccolata
ma Hakkai riusciva lo stesso a curarla. Ad un certo punto poi, Saya aprì
gli occhi e il suo sguardo s'incrociò con quello color smeraldo di
Hakkai. Saya spalancò gli occhi e lo fece anche Hakkai dopodiché
Saya gli tirò un calcio nello stomaco con una forza tale da far sbattere
Hakkai contro il muro. Saya si alzò sul letto, voleva colpire ancora
Hakkai che si stava riprendendo dal brutto colpo ma
SANZO: STUPIDA RAGAZZA! FERMATI! La gente cura le tue ferite e tu? E' così
che le ringrazi?
Saya abbassò lo sguardo, ancora una volta. Scese dal letto e si diresse
verso il meravigliato Hakkai. S'inginocchiò, mise le mani e la testa
a terra e disse.
SAYA: Mi perdoni, io non volevo, l'ho vista così vicino a me e dato
il vostro viso poco familiare, mi sono allarmata e così
vi prego
perdonatemi e se ho fatto una cosa troppo sbagliata
Hakkai sorrise con dolcezza, si alzò, e tenendo un braccio teso verso
Saya disse.
HAKKAI: Non si preoccupi signorina Saya! E' tutto a posto. Sinceramente, se
fossi stato nei suoi panni, anch'io avrei reagito alla stessa maniera quindi
non si faccia troppi problemi! Non sono arrabbiato con lei, in nessun modo,
voglio solo curare le sue ferite. Va bene?
Saya era sorpresa dalla pazienza di quel bel demone dagli occhi color smeraldo.
Il suo sorriso, era così bello. La faceva sentire serena. Saya prese
la mano di Hakkai.
HAKKAI: Scusi, non mi sono presentato, mi chiamo
SAYA: Cho Hakkai, lo so.
HAKKAI: Ah! E' vero! C'era anche lei alle presentazioni di questa mattina!
Allora, vuole che le curi le sue ferite o no?
Hakkai iniziò a curare le ferite di Saya che stava meglio.
HAKKAI: Signorina Saya, ora va meglio?
SAYA: si, grazie infinitamente signor Hakkai. Non volevo recarle tanto disturbo,
la ringrazio dal profondo del cuore.
HAKKAI: Non mi deve ringraziare! Non ci pensi neanche. E per favore, mi dia
del tu d'accordo?
SAYA: Si.
HAKKAI: Sanzo mi ha detto tutto di lei. Non ha avuto un buon passato. Quanti
anni ha ora?
SAYA: Non porto i conti ormai da troppo tempo ma credo di averne all'incirca
diciannove-venti.
???: Giusto l'età che mi serve!
HAKKAI: Gojyo!
GOJYO: Salve a tutti!
SANZO: Che ci fai qui pervertito di un kappa?
GOJYO: A conoscere questa adorabile, quanto incantevole fanciulla!
SANZO: Che fai parli come un poeta ora?
HAKKAI: Eh! Eh! Eh! O_^ '
Saya allora guardò gli occhi di Gojyo. Erano rossi come due rubini,
no, erano due rubini. Gojyo si avvicinò a Sanzo e ad Hakkai con le
mani sui fianchi dicendo.
GOJYO: Perché non mi avete detto niente di quello che stavate combinando?
SANZO: Non era indispensabile farlo per ora.
GOJYO. Indispensabile? Siamo un gruppo Sanzo! Tra noi non devono esserci segreti!
Dovevate dirci entrambi quello che stava succedendo, senza esitare.
HAKKAI: Si, forse abbiamo sbagliato, ma
Disse Hakkai che era girato di spalle rispetto a Saya e girò la testa
per vederla.
HAKKAI:
far venire troppe persone in questa stanza non avrebbe giovato
a nessuno.
GOJYO:?
HAKKAI: Mi spiego: troppe persone in questa stanza, avrebbe significato farci
scoprire dal signor Sashi, e riempire la testa di questa povera ragazza di
tante domande di cui non ha bisogno. E' molto chiusa e non vorrei che le succedesse
qualcosa di spiacevole psicologicamente. Ha l'aria di non parlare con nessuno
ormai da tanto. E' una ragazza che purtroppo non ha avuto una vita semplice,
a causa anche della diversità dei suoi tratti somatici.
GOJYO: Somatici? Diversa? A me, sembra una ragazza normale come tutte.
SANZO: Guardala bene allora. Non noti niente di strano?
GOJYO: Ma certo che no! Questa mattina l'ho guardata dalla tasta ai pie
Gojyo spalancò gli occhi. Era vero, era diversa, forse più di
lui e della stupida scimmia. Quella mattina, non aveva visto il colore dei
suoi occhi, erano nascosti dalle due bellissime ciocche di capelli rossi,
come i suoi. Quegli occhi. Quello sguardo. Lo sguardo di una persona che ormai
non vive più da molto. Uno sguardo perso nel vuoto, perso in chissà
quali pensieri, perso nella nullità di un'esistenza senza scopo, nella
quale perde tutto di significato, persino la vita stessa.
GOJYO:
SANZO: Allora?
GOJYO: Io
vi dispiacerebbe lasciarmi un po' con lei?
SANZO: Per fare cosa?
GOJYO: Parlare! Cosa sennò?
Sanzo alzò un sopracciglio.
GOJYO: Ma sei scemo? Posso pure essere un play boy, ma capisco quando arriva
il momento di fare la persona seria, anche di fronte ad una ragazza affascinante
come questa!
SANZO: Se la tocchi ti ammazzo!
GOJYO: Si vabbè!
Hakkai e Sanzo uscirono dalla stanza e Gojyo rimase solo con quella ragazza
così strana e misteriosa. Prese la sedia posta vicino al letto e ci
si sedette sopra, girandola alla storta in modo che potesse poggiare le braccia
sullo schienale di questa.
GOJYO:Bene, come ti chiami?
SAYA: Saya, signor Gojyo.
GOJYO: Ok. Dammi del tu. Saya, volevo chiederti
hai dei genitori?
SAYA: Si, un tempo si.
GOJYO: Un tempo?
SAYA: Sono morti.
GOJYO: Come?
Saya abbassò nuovamente lo sguardo.
GOJYO: Scusa, scusa, non volevo! E' stata forse una domanda stupida magari
SAYA: No! Se vuole sapere come sono morti, potrei anche dirglielo ma, non
credo che sia andata così.
GOJYO: non credi?
SAYA: Quando sono morti avevo sette anni, non ricordo com'è successo,
so solo che quando vennero a mancare, io, ero lì con loro. Mi è
stato insegnato a trattenere la mia forza di demone, anche senza un dispositivo
di controllo, e quando mi trasformo, divento fortissima. Per questo la gente,
crede che sia stata io ad uccidere i miei genitori.
GOJYO: I tuoi genitori, dovevano volersi molto bene vero?
SAYA: Intendi dire, che si amavano così tanto anche da unirsi in matrimonio
nonostante gli fosse stato proibito?
GOJYO: Si. "Ma come ha fatto? Ha capito cosa volevo dirgli anche senza
che io non le ho detto esplicitamente la frase che intendevo
incredibile."
SAYA: E tu Gojyo? Cel' hai i genitori?
GOJYO: Io, non ho mai avuto dei veri genitori. Mio padre, non so che fine
abbia fatto e la mia matrigna, piangeva ogni volta che mi guardava.
SAYA: Come mai?
GOJYO: Era un demone e il colore dei miei capelli, le faceva ricordare che
non ero suo figlio e che mio padre si era unito con un'altra donna, umana.
Un giorno, poi, iniziò a piangere e si adirò terribilmente con
me e mi procurò le cicatrici che ho qui
Si toccò la guancia.
GOJYO:
e stava per uccidermi, quando, l'unica persona che forse mi voleva
bene, la fermò, uccidendola. Si pentì di averlo fatto, ma mi
voleva bene.
SAYA: Se posso chiedere
chi era costui?
GOJYO: Jyen, il mio fratellastro più grande.
SAYA: Sei fortunato Gojyo. Davvero. Hai avuto sempre delle persone che ti
hanno amato, anche nei momenti più brutti.
GOJYO: Già, sono un tipo davvero fortunato.
SAYA: Dico sul serio. Siete una bella squadra, vi proteggete a vicenda, siete
molto uniti e sinceramente
t'invidio.
GOJYO: ?
SAYA: io, non ho mai avuto la fortuna di avere delle persone che mi vogliono
bene sul serio, a parte i miei genitori e Arima.
GOJYO: Arima? Chi è?
SAYA: Io lo chiamavo "il capo". Arima è l'uomo che mi ha
insegnato a trattenere la mia forza di demone. E' stato quasi come un fratello
per me.
GOJYO:Ascolta e
quanto tempo sei stata da sola prima che Sashi ti prendesse
con sé?
SAYA: Pochissimo, una o due ore.
GOJYO: Ore? Sei sicura?
SAYA: Si.
Gojyo allora guardò gli stupendi occhi di Saya e disse.
GOJYO: Il colore dei tuoi occhi è insolito sai?
SAYA: Lo so. Per questo sono incatenata qui. Ma anche il colore dei tuoi occhi
è stupendo, come quello dei tuoi capelli. Mi ricordano quelli di mio
padre.
GOJYO: Tuo padre era un demone kappa?
SAYA: si, e mia madre un dio.
GOJYO: "Un dio? Ecco perché nonostante quelle ferite è
ancora viva. Forse, anche a questo è dovuta la sua straordinaria bellezza."
SAYA: Non mi fissare. Odio, le persone che mi fissano, so che non dovrei dirlo
ma, quando la gente mi fissa, mi fa ricordare di essere diversa.
GOJYO: Ma io ti fissavo perché sei stupenda.
SAYA:?
GOJYO: Mi piacciono, i tuoi occhi. Tanto.
SAYA: Sei un tipo strano sai?
GOJYO: Perché?
SAYA: Perché ti piacciono le cose strane.
GOJYO: Tu, sei strana. Fino ad ora,non ho mai visto un sorriso sulle tue labbra.
SAYA: Sorriso? Sono fortunata solo perché conosco il significato di
questa parola.
GOJYO: No tu
Gojyo si alzò dalla sedia e si andò a sedere vicino a lei.
GOJYO:
devi cercare di sorridere. Mi piace veder sorridere la gente,
e non mi piace vedere le donne che piangono, mi ricorda mia madre che piangeva
ogni volta che mi guardava.
SAYA: Allora cercherò di non piangere.
GOJYO: Grazie, ma devi cercare di sorridere d'accordo?
SAYA: Non so più come si fa.
GOJYO: Devi pensare o fare qualcosa per cui devi essere felice oppure devi
fare qualcosa di divertente.
SAYA: Per esempio?
Gojyo si avvicinava sempre di più a Saya. Le mise una mano sulla guancia.
GOJYO: Per esempio
Si avvicinò ancora. Saya si sentiva strana. Aveva un coccolone allo
stomaco, le mancava l'aria e le faceva caldo, chiuse gli occhi e
SDENG!(Suono dell'harisen che sbatte sul cranio di Gojyo)
SANZO: IO TI AMMAZZO!
GOJYO: AHIA! MA COSA TI PRENDE BONZO CORROTTO?
SANZO: TI AVEVO DETTO DI TENERE GIU' LE MANI PERVERTITO!
GOJYO: Io non ci stavo provando!
SANZO: Ah no? E perché tenevi la mano sulla sua guancia?
GOJYO: Quale mano?
SANZO: Non fare il finto tonto! Ti ho visto e stavi per
GOJYO: Cosa? Allora origliavi!
SANZO: Ma cosa ti viene in mente stupido!
GOJYO: E come hai fatto a saltare fuori al momento giusto allora?
SANZO: Vedi che ci stavi provando! PERVERTITO!
GOJYO: Ehi tu! Non mi hai ancora risposto!
GOKU: Ragazzi che ci fate qui? E' tardi e
SDENG!( sul cranio di Goku)
GOKU:AHIA SANZO! MI HAI FATTO MALE!
SANZO: TI AVEVO DETTO DI DORMIRE STUPIDA SCIMMIA!
GOKU: Ci ho provato ma voi facevate troppo rumore!
SANZO: allora potevi evitare di venire qui!
GOKU:Se volevate nascondermi la ragazza non ci siete riusciti, e poi ci siamo
incontrati di già!
SANZO: E dove si può sapere?
GOKU: Quando dovevo andare in bagno ho sbagliato porta e sono entrato in cucina.
SDENG!( Sul cranio di Goku.)
GOKU: AHIA! E ORA COS'HO FATTO?
SANZO: QUANTE VOLTE TI HO DETTO CHE SE VEDI UNA COSA STRANA DEVI VENIRE A
DIRMELA?
GOKU: Che barba Sanzo!
SANZO: Hai mangiato qualcosa?
GOKU: Un nikuman!
SDENG! (Su Goku)
GOKU: E questo per cos'era?
SANZO: Hai peccato di gola e non sei andato in bagno!
GOKU: Non è vero! Poi in bagno ci sono andato!
SANZO: NE VUOI ANCORA?
GOKU: Scherzi?
GOJYO: Il bonzo che scherza? Ma stai bene scimmia?
SDENG! SDENG!(Su Goku e Gojyo)
GOKU, GOJYO: Ahia!
SANZO: ZITTI VOI DUE!
GOJYO:Dannato bonzo! Si può sapere da dove lo esci quell'harisen?
GOKU: Stupido! Dal vestito no?
GOJYO: Ehi! Ti faccio notare che qui l'unico stupido sei tu! Stupida scimmia
con lo stomaco al posto del cervello!
GOKU:IO IL CERVELLO CEL'HO!
GOJYO: Ho qualche dubbio!
GOKU: COSA?
GOJYO: Sei anche sordo?
GOKU: No, è che mi meraviglio come abbia fatto il tuo di cervello a
fare un'affermazione così fantasiosa!
GOJYO: VUOI FARE A BOTTE?
GOKU: TI STENDO!
BANG! BANG! BANG!(Shoreijyou)
GOKU, GOJYO: AAAAAAHHHHHHH!!!
SANZO: FINITELA O VI AMMAZZO!
HAKKAI: Eh! Eh! Eh! O_^ '
GOJYO: EHI MA MI VUOI AMMAZZARE?
SANZO. SE NON LA FINISCI SI!
SAYA: pfffff
ah ah ah ah ah ah
SANZO: !?
HAKKAI: Signorina Saya
SAYA: Bè? Se mi fate ridere mica è colpa mia?
GOKU: Perché vi siete fermati?
GOJYO: Sta' zitto! Ti spiego tutto dopo!
SAYA: Gojyo, era questo che intendevi per "qualcosa di divertente"?
GOJYO: Si, diciamo di si.
SANZO: "Non è possibile! Gojyo lo ha fatto apposta! Ha fatto finta
di provarci con Saya in modo da farmi arrabbiare e da scatenare una di quelle
solite liti che agli occhi della gente sono divertenti, per farla ridere."
GOJYO: Sanzo devo parlarti
SANZO:!?
Gojyo gli disse di quanto poco tempo passò dalla morte dei genitori
a quando Sashi la prese con sé.
GOJYO: E' alquanto strano non credi?
SANZO: Troppo strano. Saya?
SAYA: Si?
SANZO: Tu non ricordi, cosa successe il giorno della morte dei tuoi genitori
vero?
SAYA: No, niente, Assolutamente niente.
SANZO: Ascolta, io conosco un modo per farti ricordare ciò che è
successo. Vuoi?
SAYA: A che mi servirebbe se dovessi riuscirci?
SANZO: Forse potremmo toglierti quelle catene.
Saya allora guardò le sue catene, tirò un sospiro e disse.
SAYA: Va bene.
HAKKAI: Sanzo, non vorrai farle usare quella tecnica?
SANZO: E' l'unica soluzione Hakkai, So che è drastica ma, non possiamo
fare altro.
Saya si sedette sul suo letto con un viso preoccupato e pensieroso. Cosa doveva
fare? Aveva fatto una buona scelta? Hakkai le si avvicinò e tenendogli
le mani le disse.
HAKKAI: Ascolti signorina Saya, lei è convinta della sua decisione?
SAYA: Si.
HAKKAI: Allora ascolti, chiuda gli occhi. Si faccia trasportare dalla sua
mente fino al giorno della morte dei suoi genitori. Ci riesce?
Detto questo si allontanò da lei. Sanzo le stava di fronte ed era concentratissimo.
SAYA: Si, sto giocando con i miei amici. Ora vedo un signore che entra in
casa mia. Mi incuriosisco e vado a vedere. Ora sono caduta e mi sono fatta
male alle ginocchia, ma non ci faccio caso e continuo a correre curiosa verso
casa mia. Apro la porta e vedo un vaso volare. Lo evito. Poi sento un dolore
fortissimo dietro la testa e non ci vedo più
no
non vedo
più niente
a
aiuto è buio!
GOJYO: Non preoccuparti di questo, stai calma è solo un ricordo!
SAYA: Ora, mi sento stringere l'addome, qualcuno mi colpisce dietro le spalle
con qualcosa di duro, mi fa male la testa, mi dimeno, sento dei rumori strani,
sento che qualcuno mi colpisce ancora,urlo e sento urlare, no
no
NO!
AIUTATEMI! BASTA! BASTA! AHHH! BASTA VI PREGO!
SANZO:CALMATI STUPIDA RAGAZZA CALMATI!
Saya si strinse la testa tra le mani come se stesse per scoppiare e urlava,
urlava di dolore. Sanzo le teneva le braccia per calmarla ma Saya si dimenava
sempre di più.
SAYA: NO! NO! BASTA! MI SCOPPIA LA TESTAAAAHHHHHHH!!! Ah
Saya si bloccò tutt'ad un tratto.
GOKU: Cos'è successo?
SAYA: I miei genitori
sono
sono
morti.
SANZO:!
GOJYO:!
HAKKAI:!
GOKU:!
SAYA: Le mie mani
le mie mani sono
sono
sporche del loro sangue
so
sono
stata io
non può essere
no
no
SANZO: L'uomo di prima? Che fine ha fatto? RISPONDI!
SAYA: Mi sta guardando. Sorride soddisfatto ed è sporco anche lui di
sangue.
GOJYO: Lo riconosci? Chi è?
SAYA: Ha un cappuccio in testa
è
è
è
Sashi.
SANZO: Lo sapevo!
SAYA: Si avvicina a me
no
lasciami stare! Cosa vuoi? NO! NO! NO!
AIUTOOO! BASTA! AHH! BASTA! BASTA! NO! TI PREGO! BASTA! AIUTATEMI VI PREGO!
SANZO: APRI GLI OCCHI STUPIDA!
GOJYO: SAYA APRI GLI OCCHI! EHI!
HAKKAI: SAYA!
GOKU:SAYA APRI GLI OCCHI! SAYA!
SAYA: NO! BASTA!
SANZO: SAYA SONO QUI!
Saya aprì gli occhi di scatto e di fronte a lei c'era Sanzo che le
teneva le braccia. Lo fissò per un attimo e poi si gettò su
di lui. Piangeva e stringeva Sanzo con un abbraccio. Piangeva a dirotto.
SAYA: Non lasciarmi più! Non lasciarmi più! Ti prego! Non lasciatemi
più tutti quanti! Era così buio lì! Mi mancava la tua
bella luce! Non lasciarmi più!
Sanzo rimase sorpreso sia da quelle parole che da quell'abbraccio. Ma alla
fine, la abbracciò anche lui e la consolò accarezzandogli la
testa e dicendo.
SANZO: Ora basta Saya, basta, è tutto finito, basta piangere.
SAYA: Scusa Gojyo, scusami tanto.
GOJYO: Perché?
SAYA: Ti ricordo tua madre.
GOJYO: Non preoccuparti, non mi ricordi nessuno, ma basta piangere ok?
SAYA: Ho avuto tanta paura come mai in vita mia. Pensavo che mi aveste abbandonata.
HAKKAI: Noi non l'abbandoneremo mai.
GOKU: Non possiamo abbandonare chi ha bisogno di noi.
SAYA: Grazie. Grazie veramente.
SANZO: Tieni. Avrai fame.
Disse Sanzo allungando un nikuman a Saya che lo prese e prima di mangiarlo
disse.
SAYA: Grazie! Grazie!
GOKU: E a me non pensi? Sei proprio un bonzo corrotto!
SANZO: To'! Stupida scimmia!
Disse dando un Nikuman anche a Goku.
GOKU: Evviva! Si mangia!
SANZO: Stupida scimmia ingorda!
SAYA:Sanzo.
SANZO: Si?
SAYA:Tu dici che i miei genitori sono morti perché io non ho combattuto
nel modo giusto o per qualcosa di giusto?
SANZO:Saya
GOKU:Non credo ma, ti do un consiglio.
SAYA:Quale?
GOKU:Combatti sempre e solo per te stesso. Io ho sempre fatto così
e non ho mai perso!
SAYA:Cercherò di ricordarmelo allora. Però ora penso che sia
meglio che voi torniate nelle vostre stanze, il padrone dovrebbe tornare a
momenti.
SANZO:
HAKKAI: Saya ha ragione, dobbiamo andare nelle nostre stanze.
GOJYO: Dai tanto oramai lo abbiamo incastrato. Domani lo denunceremo.
GOKU: Sanzo, ho sonno, andiamo a dormire?
SANZO: Va bene. Come dite voi. Non ti sentirai sola Saya?
SAYA: Certo ma, sarà una solitudine scelta da me. Non devi preoccuparti,
mi basta sapere che state bene, perché stia bene anche io. Buona notte.
Disse in fine Saya dando un bacio sulla morbida guancia di Sanzo. Sanzo si
fece leggermente rosso e con la solita freddezza che ormai aveva nel sangue,
ma non nel cuore, uscì dalla stanza di Saya e chiuse la porta guardando
un'ultima volta Saya che si distese sul suo letto e iniziò ad addormentarsi.
GOJYO: (imitando Sanzo)Non ti sentirai sola Saya? Sei proprio un bonzo corrotto!
A noi non hai mai chiesto se ci sentiamo so
Sanzo puntò la sua Shoreijyou alla tempia di Gojyo e disse.
SANZO: Prova a ripetere quello che hai appena detto e ti faccio provare la
compagnia di avere un proiettile in testa visto che ti senti solo.
GOJYO: No, no, scherzavo
eh!
HAKKAI: Sanzo, cosa vuoi fare con Sashi?
SANZO: Quello che facciamo sempre.
GOKU: Tenteremo di conquistare il mondo!
GOJYO: E mo' che c'entra il mignolo con il prof.? -_-' (Avete presente quel
cartone di quei topi su rai 2? NDA)
GOKU:Non so, suonava bene. ^_^
SDENG!(Sulla testa di Goku)
SANZO:Come questo Harisen sul tuo cranio d'altronde! PARLAVO SERIAMENTE STUPIDA
SCIMMIA!
GOKU: Ahia! Va bene ho capito, sto' zitto. _
HAKKAI: Allora? Cosa facciamo? Lo denunciamo?
SANZO: Si, ma prima
GOKU: ?
GOJYO:?
HAKKAI:?
SANZO:
gli insegneremo a non fare più una cosa del genere.
Concluse accendendo una sigaretta.
Un urlo. Un altro urlo. Una figura umana che combatte contro qualcosa d'invisibile.
Il buio. Ora delle grida disumane. Poi il silenzio. Il rumore di una lama
tagliente sulla pelle. Un altro urlo. Il suono dello sparo di una pistola.
Il rumore di qualcosa che cade. Il rumore dei singhiozzi di una ragazza che
piange. Ora degli occhi bellissimi pieni di lacrime. Un altro urlo e il viso
di una ragazza che urla e piange
il viso di Saya. Si avvicina a lui,
sempre più veloce, con un coltello in mano e piange, piange, piange
e
HAKKAI: Ah!
Hakkai si alzò di scatto. Era sudato respirava affannosamente e gli
tremavano le mani con le quali stringeva le coperte del suo letto. Tirò
un sospiro di sollievo.
HAKKAI: Era solo un sogno!
Disse. Poi però, si fece pensieroso. Un brutto sogno. Davvero un brutto
sogno. Perché? Che volesse dire qualcosa? E se fosse stato un sogno
premonitore? No, impossibile. Ma era strano. Come se volesse avvertirlo di
qualcosa, ma cosa? Hakkai si riavvolse nelle coperte e coricatosi di nuovo
si riaddormentò nella speranza che il sogno non si avverasse.
GOJYO: MUOVITI STUPIDA SCIMMIA! DEVO ANDARE ANCHE IO IN BAGNO PRIMA DI PARTIRE!
GOKU: ASPETTA HO FINITO!
GOJYO:Sia ringraziato il mondo celeste!
GOKU: Dai muoviti! Avevi fretta o no?
SANZO: Fate subito! Dobbiamo levare le tende!
HAKKAI:
SANZO:Hakkai che hai?
HAKKAI: Niente perché?
SANZO: Sorridi sempre e ora non sorridevi. Mi hai fatto preoccupare.
HAKKAI: Ero solo soprappensiero! O_^
SANZO: Tsk!
SASHI: Allora ve ne andate di già? Peccato, speravo in una vostra permanenza
un po' più lunga.
Tese la mano a Sanzo per salutarlo. Sanzo gli prese la mano e gliela strinse
fortissimo, tanto che si sentì il rumore delle sue ossa.
SANZO: Io invece speravo che ci dicessi la verità.
SASHI: Di cosa parlate venerabile Sanzo?
SANZO: Non fare il finto tonto! Perché non ci hai detto di cosa fai
alla ragazza? Oppure di quello che hai fatto ai suoi genitori?
SASHI: Ma cosa
?
SANZO:(Puntando la Shoreijyou contro Sashi)Mostrami la tua vera forma, verme.
SASHI: Eh! Eh! Eh! Mi avete scoperto venerabile Sanzo! Bravo! Davvero bravo!
Avevo intenzione di farmi vedere nella mia vera forma anche senza che voi
mi scopriste ma molto bravo!
SANZO: Quindi ti ha mandato qualcuno? Parla!
SASHI: Si. Sono un sicario di Kougaiji ma non mi ha mandato lui, bensì
qualcun altro al di sopra di lui.
SANZO: Parla. Chi è costui?
SASHI: Non mi è concesso dirlo, ma mi permette di dare inizio alle
danze?
Sashi si trasformò in un demone orrendo. Sembrava che le sue braccia
si fossero allungate e guardava Sanzo come un lupo fa con la sua preda.
SANZO:Riveli la tua forma allora? Bene, mi divertirò di più
a farti fuori!
SASHI: Non sarà così facile!
GOJYO: Lo sarà tanto meno per te fare fuori noi!
GOKU: Non so perché ma qualcosa mi dice che ci divertiremo!
HAKKAI: Sarà perché siamo fuori allenamento! O_^
GOJYO: Può darsi, oppure perché finalmente capirà che
cosa vuol dire soffrire!
SANZO: Goku, se lo facciamo fuori prima del tempo che mi aspetto ti compro
una porzione doppia di harumaki.
GOKU: D'accordo Sanzo!
SASHI: Non prendetevi gioco di me! Non sono solo!
Altri demoni allora entrarono dalla porta d'ingresso e anche il maggiordomo
era diventato un demone.
GOJYO: Bè come si dice: più siamo, più ci divertiamo!
SASHI: Questo lo so bene!
Si avventò allora contro Sanzo che si era distratto.
HAKKAI: SANZO ATTENZIONE!
SANZO: !!
CRASH!
Un vaso, prese in pieno Sashi che si stava rialzando. Chi poteva essere stato?
Tutti allora alzarono lo sguardo verso il balconcino della gradinata e lì
c'era
GOJYO: SAYA!
Aveva il viso arrabbiato e vendicativo.
GOKU: SAYA CHE CI FAI LI'?
SAYA:Voglio aiutarvi!
SANZO: Non se ne parla!
SAYA: Sanzo ma
SANZO: Torna dentro!
SAYA: No.
SANZO: DANNAZIONE E' PERICOLOSO TORNA DENTRO!
SAYA: Sanzo
NO! VOGLIO VENDICARE I MIEI GENITORI!
SANZO: (Puntando la Shoreijyou contro Saya) Se vuoi rischiare la vita allora
ti aiuto io!
GOJYO: Ma sei matto?
HAKKAI: Sanzo non essere impulsivo
SAYA: Fa ciò che vuoi, io non cambio idea.
SANZO: TORNA DENTRO!
SAYA: NO!
SANZO: (Sparando un colpo) TORNA DENTRO O TI AMMAZZO!
SAYA: Sanzo tu
Sanzo aveva il volto disperato e allo stesso tempo arrabbiato e Saya se ne
accorse.
SANZO: Stupida ragazza, torna dentro.
Saya stava per tornare dentro la sua stanza quando Sashi disse facendo cadere
il balconcino con un pugno.
SASHI: NO! TU VERRAI DA ME!
SAYA: AHHHH!
GOJYO: SAYA!
SANZO, GOKU, HAKKAI: !!!
Sashi prese tra le braccia Saya che aveva il viso terrorizzato.
SASHI: Quanto ho desiderato questo momento!
Disse mentre la guardava sorridendo. Poi compresse con la mano tra il petto
e la spalla sinistra di Saya come per metterci qualcosa dentro e Saya urlò.
Hakkai notò la strana somiglianza con l'urlo del suo sogno e rimase
paralizzato.
HAKKAI: No
ti prego fa che non succeda
GOJYO: Hakkai
stai bene?
HAKKAI: Si
si.
Saya ora era in piedi e continuava a urlare a urlare e a combattere contro
qualcosa d'invisibile.
Non era possibile, ma era così: il sogno di Hakkai si stava realizzando.
SASHI: Ubbidisci a me ora! Saya!
Saya si bloccò.
SASHI: Uccidi Sanzo e i suoi compagni e portami qui il suo sutra.
SAYA: Certo padrone.
Saya si voltò verso Sanzo con uno sguardo agghiacciante. Aveva uno
sguardo assassino ma allo stesso tempo sembrava come se guardasse nel vuoto,
come se fosse assente.
SAYA: MUORI!
SANZO: Non ci pensare nemmeno!
Disse scansandosi da un suo pugno. Sanzo allora prese la pistola e cercò
di spararla ma era dannatamente veloce, lo aveva dimenticato.
HAKKAI: Sanzo non devi fargli del male! E' sempre Saya!
SANZO: tsk!
SAYA: HO DETTO MUORI!
Stava per prenderlo su serio quando Gojyo la fermò con lo Shakujyo
ma Saya si liberò velocemente e lo colpì prima nello stomaco
con una gomitata e poi in faccia con un pugno. Gojyo era a terra e Saya stava
per colpirlo, non aveva scampo.
GOJYO: Dannazione!
Ad un certo punto, mentre Saya stava per colpirlo, si sentì dentro
qualcosa che la fece pulsare tutta allo stesso tempo del battito di un cuore
e urlò.
SAYA: AHHHHH! VA' VIAHHH!
Si manteneva la testa come se fosse impazzita. Sashi allora si avvicinò
a lei e le ripeté cosa doveva fare e Saya tornò di nuovo un'assassina.
Goku e Hakkai avevano fatto fuori tutti i demoni tranne che due: il maggiordomo
e Sashi. Saya allora si avventò contro Goku e Gojyo tentò di
salvarlo ma il maggiordomo si gettò addosso a Gojyo in modo da fermarlo.
Hakkai voleva sbloccare quella situazione e diede un colpo di ki al maggiordomo
che con sorpresa di tutti scomparve prima di venir preso.
HAKKAI: Ah!
L'obbiettivo del ki allora divenne Gojyo che era terrorizzato e anche per
la mancanza di spazio e di tempo non riusciva a muoversi.
TU, TUM, TU, TUM!
SAYA: Ah! Ah! No!
Saya si sentì di nuovo battere e Hakkai aveva perso le speranze: avrebbe
preso Gojyo.
HAKKAI: GOJYO SPOSTATI TI PREGO! SPOSTATI!
Lo aveva preso. Era ormai la sua convinzione. Il colpo era andato a segno
ma qualcuno si trovava d'avanti a Gojyo a braccia aperte verso il ki. Gojyo
era rimasto illeso
GOJYO: Saya tu mi hai protetto
HAKKAI: Ma cosa
?
GOKU: Incredibile
SANZO:
SAYA: Come voi non avete abbandonato me, io non abbandonerò voi
TU, TUM, TU, TUM, TU, TUM.
Saya si sentì ancora battere e urlò.
SAYA: AAAAAHHHHHHHHH!
HAKKAI: Sanzo
Hakkai notò l'espressione che Sanzo aveva assunto in volto. Era dispiaciuto
per Saya, le faceva quasi pena ma doveva fare qualcosa per uscire da quella
situazione, anche al costo di uccidere la stessa Saya.
SAYA: ANDATE VIAH! ANDATE VIA! VI PREGO ANDATEVENE!
GOJYO: Perché dovremmo andarcene? Spiegami il perché? Tu sei
in pericolo e noi abbiamo detto che mai ti avremmo abban
SAYA: ZITTO SCIOCCO! ACCECATO DALL'AMORE VERSO UNA RAGAZZA CHE A MALAPENA
CONOSCI!
GOJYO: "Ma come ha fatto a capire che io
?"
SAYA: DOVETE ANDARVENE! AHHHHHH! L'ULTIMA COSA CHE VORREI E' PROPRIO QUELLA
DI FARVI DEL MALE! Ah! ANDATEVENE! VI PREGO! ANDATE VIA! NON VOGLIO FERIRE
LE PERSONE CHE MI HANNO AIUTATAHH! SOLO QUELLE CHE HANNO FATTO IL CONTRARIO
DI QUESTO!
Finita la frase si girò verso Sashi.
GOKU: Perché dovresti ferirci?
SAYA: QUALCOSA DENTRO DI ME
Ah! Mi controlla. Non so cosa ma
non
sono io
mi fa male
al cuore
sono solo cosciente di quello che
vi faccio e vedo tutto, ma il mio corpo si muove da solo
AHHH! VIAAAA!
Saya assunse lo sguardo agghiacciante di poco prima. Guardò prima Sanzo
leccandosi le labbra. Corse verso di lui velocissima come un treno in corsa.
Dava l'impressione che niente e nessuno l'avrebbe fermata. Sorrideva con un
sorriso assassino. Sanzo automaticamente, tirò fuori la sua fidata
pistola e la puntò contro Saya che arrivata a pochi centimetri da lui
scomparve e poi apparve d'avanti a Sashi e lo pugnalò al petto uccidendolo.
Sanzo e gli altri rimasero sbalorditi da quella scena. Saya. La dolce Saya,
aveva avuto il coraggio di uccidere. Non era possibile.
HAKKAI: Saya
?
SAYA: Saya è morta e ora ci sono io!
GOJYO: Dov'è Saya? Rispondi!
SAYA: Sei sordo? Ho detto che quella stupida è morta! MORTA! MORTA!
AH! AH! AH! AH! AH! SI! E' MORTA!
Rideva. Non era possibile. Saya
no, non era morta. Era lì d'avanti
ai loro occhi. Saya era viva, ma dormiva. Ora guardò Hakkai con lo
stesso sguardo omicida di prima e sorridendo, arrivò velocemente alle
sue spalle e velocemente lo portò lontano dai suoi compagni tenendogli
ferme le mani dietro la schiena e un pugnale d'avanti la gola in segno di
minaccia.
HAKKAI: "No...non è possibile
il mio sogno
si è
realizzato
perché? Perché?"
GOKU: Lascia stare Hakkai! Cosa vuoi fargli?
SAYA: Se non mi darete il sutra, il vostro amico qui, morirà d'avanti
ai vostri occhi!
GOJYO: Stai scherzando vero? Non ne hai ragione! Dai finisci di scherzare!
SAYA: Non sto scherzando.
E con il pugnale tagliò un po' la guancia destra di Hakkai che urlò.
HAKKAI: AHHH!
Si ricordò del sogno.
HAKKAI: "Il rumore della lama sulla pelle, e un urlo, il mio urlo. Cosa
c'era poi? Devo ricordare! Devo ricordare!"
SANZO: Ammazzalo pure! A me non interessa!
SAYA: Dici sempre così non è vero? Pensi che io non ti conosca?
A te importa eccome di questo come lo hai chiamato? Ah si, "il demone
che sorride sempre". Non ti mancheranno i suoi sorrisi? Guarda che se
non ti interessa di lui io lo ammazzo veramente! Ci sarà un avversario
in meno da affrontare!
SANZO:Bene!Allora se lo ammazzi io ammazzo te!
Disse puntando la Shoreijyou contro Saya.
HAKKAI: "No! Ora ricordo! Lo sparo e poi il rumore di qualcosa che cade!
Lo sparo è quello della pistola di Sanzo e il rumore di qualcosa che
cade è
Saya! No, devo fermare Sanzo! Ma perché nel mio
sogno, Saya piangeva? Perché? Possibile che
si deve essere così.
Saya sta facendo tutto questo senza che lei lo voglia! Saya non è morta!"
SANZO: Lascia andare Hakkai.
SAYA: Lui mi serve.
GOKU: Saya lascialo ti prego!
SANZO: La gente ti cura le ferite e tu le ripaghi così?
SAYA: AVREBBE FATTO MEGLIO A FARSI I FATTI SUOI! ANCHE TU SANZO! SE ORA FOSSI
MORTA PER LE FERITE VOI SARESTE GIA' IN VIAGGIO DA UN PEZZO!
GOJYO: Perché vuoi il sutra?
SAYA: Se lo porto a questa specie di capo, lui mi darà un'altra casa
dove vivere, un lavoro, e da mangiare e sicuramente mi sarà riconoscente!
Invece ora non ho dove andare.
GOJYO: E se non ti fosse riconoscente?
SAYA: Peggio per lui! Affronterà la mia ira!
SANZO: Stupida!
SAYA: Qui lo stupido sei tu! Dammi il sutra e saremo felici tutti quanti!
SANZO: Và all'inferno!
HAKKAI: Sanzo, non la uccidere! E' Saya! Ti prego! Lo so perché
Ah!
Saya gli strinse le mani come se fossero nella stretta di una tenaglia.
SAYA: (A bassa voce) Se stai zitto non ti succederà niente prima del
tempo. Mi stai simpatico.
Lo disse quasi con un tono strano come se volesse convincerlo che lei era
nel giusto. Perché?
GOJYO: Saya ti prego! Lascia in pace Hakkai! Torna in te!
SAYA: Ho detto che Saya è morta.
GOKU: No! Saya è viva! Ti ricordi? Ieri notte? Ti abbiamo aiutata.
Saya! Sono Goku! Ricordi quel giorno in cucina? Saya! Ti prego! Dimmi di si!
Saya chiuse gli occhi come per mandare via qualcosa dalla sua mente. Li strinse
fortissimo e poi tornò a dire.
SAYA: Voglio il sutra!
SANZO: Non ti pensavo così vigliacca! Prendere in ostaggio un compagno!
SAYA: Sono fatta così!
SANZO: Non è vero! Ieri sera e ieri pomeriggio io conoscevo un'altra
Saya!
SAYA: Quella è
SANZO: Morta? Tu vuoi fare la sua stessa fine allora? Io non mi faccio scrupoli
nell'uccidere chi mi sbarra la strada. Conosci l'espressione 'non avere nulla'?
Se incontri un Buddha, uccidilo. Se incontri un tuo antenato, uccidilo. Non
avere legami, non essere schiavo di nessuno. Vivi semplicemente per la tua
vita. È l'unico insegnamento che mi è stato trasmesso dal mio
predecessore. Ecco perché continuerò ad uccidere senza alcuna
pietà chiunque mi si parerà di fronte: che si tratti del nemico
o di chiunque altro non fa alcuna differenza. Pensa. Per cosa combatti?
( Per questa parte consiglio di mettere come sottofondo For real piano version.
NDA)
SAYA: " Per cosa combatto? Io combatto per i miei genitori che mi hanno
dato tanto e mi hanno amata tanto. Per Arima, che mi ha insegnato a combattere
e a tenere duro. Combatto per Hakkai che mi ha insegnato a donare la cosa
più bella che una persona possa avere, il sorriso. Un sorriso che come
il suo illumina tutto. Combatto per Goku, che mi ha insegnato a ribellarmi
a chi non vuole darmi la libertà, a fidarmi di più degli altri
e a combattere anche per me stessa. Ed in fine, combatto per te Sanzo. Per
te, che sei la luce della mia vita, la luce della mia anima, l'unica luce
dalla quale non provengono ombre. Tu che anche senza un sorriso sei riuscito
a farmi sentire al sicuro e hai avuto il coraggio di cambiarmi e di fare giustizia
per qualcosa che non t'interessava. Tu che mi hai accolta tra le tue braccia
nel momento più brutto della mia vita e hai condiviso il mio pianto
consolandomi come se fossi tua figlia. Tu che mi hai insegnato che la vita
è una stanza con una finestra. Una finestra chiusa, che si aprirà
solo ad un ordine e da quella finestra può arrivare una luce stupenda,
la luce del sole. Sanzo, il mio sole. Il mio dolcissimo sole. Combatto per
tutto questo e
" IO COMBATTO PER ME STESSA! Perdonatemi! Vi prego!
Detto questo, tolse il pugnale dalla gola di Hakkai e con quella stessa mano
con il pugnale in mano lo colpì alla schiena e Hakkai fece un gemito
di dolore tenendo gli occhi sbarrati dalla sorpresa.
GOKU, GOJYO: HAKKAIII!
HAKKAI: Ah! "Sanzo non sparare ti prego!"
(rullo di tamburi nella piano version di For real. NDA)
Sanzo sparò e colpì Saya esattamente tra il petto e la spalla
sinistra dalla quale uscì un qualcosa di rettangolare. Saya cadde a
terra sorridendo e piangendo allo stesso tempo. Cadde a terra a pancia in
su. Goku e Gojyo soccorsero Hakkai.
GOJYO: Fa vedere la ferita! Hakkai!
HAKKAI: Sto bene, l'unica ferita che ho è questa sulla guancia.
GOKU: Allora Saya
HAKKAI: Ci ha imbrogliati tutti, si.
Si avvicinarono a Saya che giaceva a terra ma era ancora viva. Goku corse
da lei velocissimo e iniziò a piangere.
GOKU: Quanto sei stata stupida! Dannazione! Dannazione! Stupida! Perché?
SAYA: (Guardando Goku con dolcezza e sorridendogli) Se avessi finito di combattere,
non sarei riuscita ad imbrogliare il mio corpo, lui voleva combattere contro
di voi e io l'ho accontentato, ma ho fatto tutto di testa mia. E poi se non
avessi fatto finta di volere il sutra, la persona che ha mandato Sashi si
sarebbe arrabbiata e di conseguenza vendicata. Per la prima volta, ho scelto
io cosa fare.
GOKU: Sei una stupida lo stesso! Ora non possiamo curarti e forse tu
Ah!
Saya accarezzò il viso di Goku gli asciugò le lacrime dicendogli.
SAYA: Sai Goku, mi sono ricordata che io avevo un fratello. Doveva avere la
tua età e a me i suoi occhi dorati piacevano da impazzire, ma mi dispiaceva
tanto quando piangeva. Non piangere per me, piccolo Goku.
GOKU: Saya io
Sanzo arrivò e accarezzò Goku sulla testa, poi si piègò
poggiando un ginocchio a terra e arrivò a Saya.
SAYA: Tu avevi capito tutto. Vero Sanzo?
SANZO:
stupida.
SAYA: E' un si, vero? Sanzo oh Sanzo. Quante cose avrei da dirti e poco tempo
con cui farlo.
SANZO:
dovevi dirmelo prima, cosa fare. Stavo per colpirti al cuore.
SAYA: sarebbe stato meglio. Mi sarei risparmiata questa sofferenza.
SANZO: Lo penso anch'io.
Saya abbracciò Sanzo e disse.
SAYA: Io non voglio lasciarti, ma devo.. Grazie, grazie mille. Ti voglio bene
Sanzo.
Saya smise di parlare e chiuse gli occhi in un sorriso. La presa non era più
stretta e Saya stava cadendo da Sanzo ma lui se la tenne stretta, non voleva
lasciarla, la dolce Saya. Fece un sospiro di dolore a denti stretti e poi
chiuse gli occhi.
( Qui finisce la versione piano di for real. NDA)
Nella stanza di Saya c'era il silenzio più totale. Il sole entrava
come mai in quella stanza piena di ricordi. Sul letto di Saya c'era proprio
lei, Saya. Dormiva profondamente. Ad un tratto si svegliò e il maggiordomo
sobbalzò.
SAYA: Ah! Dove sono? Che ci faccio qui? Dove sono
?
KOU: Sono partiti.
SAYA: Partiti? Quando?
KOU: Una decina di minuti fa.
SAYA: Sono viva? Come ho fatto a
KOU: Il ragazzo dagli occhi di smeraldo le ha curato la ferita.
SAYA: Hakkai
KOU: Si proprio lui, Hakkai.
Saya si accorse di un nikuman vicino al suo cuscino e di un biglietto che
diceva.
Un nikuman a chi ne ha più bisogno, più bisogno
di me. Un nikuman alla più bella.
Firmato
Una stupida scimmia e un pervertito di un kappa.
SAYA: Goku e Gojyo
dove sono diretti?
KOU: Verso l'ovest. Si, credo sia così.
Saya allora scese dal letto e uscì dalla camera e mentre stava per
uscire dalla casa, Kou la chiamò e le disse.
KOU: Dove va signorina Saya?
SAYA: Devo ringraziarli.
KOU: Ma saranno lontani e lei
SAYA: Dimentichi la mia velocità! Tornerò tra poco!
KOU: Signorina Saya ma
se n'è andata.
( Per questa parte invece consiglio la canzone "Welcome to my life"
dei Simple Plan come colonna sonora! NDA)
Saya correva veloce come il vento e anche se la ferita le faceva ancora un
po' male non accennava a decelerare. Doveva raggiungerli a tutti i costi.
Quei quattro ragazzi, quei pazzi.
SAYA: "Devo raggiungerli! Devo ringraziarli! Fosse l'ultima cosa che
faccio!"
Correva, correva, correva verso l'ovest.
GOKU: Sapete, un po' mi sono pentito di aver lasciato quel nikuman a Saya.
HO FAME!
GOJYO: Hai scocciato! Scimmia! Basta!
GOKU: Gojyo se non la smetti ti prendo a pugni e mangio te!
GOJYO: Ma sei matto? Stupida scimmia con lo stomaco al posto del cervello!
Sei anche cannibale! Ti stendo veramente questa volta non ho nessuna intenzione
di viaggiare con un cannibale!
GOKU: E' stata tua l'idea di dare il nikuman a Saya o sbaglio? Pervertito
di un kappa!
GOJYO: Questa è l'ultima goccia! Vieni qui!
GOKU: Facciamo a botte! Pervertito!
GOJYO: Scimmia!
GOKU: PERVERTITO CON LE ANTENNE!
GOJYO: STUPIDA SCIMMIA CON LO STOMACO AL POSTO DEL CERVELLO!
GOKU: KAPPA, SCARAFAGGIO ROSSO!
GOJYO: E TU SEI UN MANIACO DEL CIBO!
GOKU: IL MANIACO SEI TU! PERVERTITO!
SANZO: Se non la smettono
-_- #
HAKKAI: Siamo alle solite! O_^ '
SANZO: Giuro che
HAKKAI: Tre, due, uno
BANG! BANG!( Shoreijyou)
SANZO: FINITELA!!
GOJYO, GOKU: AAAHHH!!!
Saya sentì le loro voci. Erano vicini. Arrivata ad una rupe li vide,
sulla loro Jeep verde che litigavano come dei bambini.
SAYA: Sono loro!
SANZO: GOJYO IO TI AMMAZZO!
GOJYO: Cerchiamo di ragionare io non ho fatto niente di male è stato
Goku!
SAYA: EHI! RAGAZZI!
Tutti si girarono e videro Saya.
HAKKAI,GOKU,GOJYO,SANZO: SAYA!?
SAYA: GRAZIE DI TUTTO! GRAZIE! GRAZIE DAL PROFONDO DEL CUORE! NON VI DIMENTICHERO'
MAI! GRAZIE!
GOKU: E'viva!
GOJYO: Menomale!
HAKKAI: O_^
SANZO: tsk!
SAYA: VI VOGLIO BENE! GRAZIE PER IL NIKUMAN GOKU E GOJYO!
GOKU, GOJYO: DI NIENTE!
SAYA: HAKKAI GRAZIE PER AVERMI CURATA!
HAKKAI: SI FIGURI!
SAYA: SANZO GRAZIE! GRAZIE DI AVERMI RESO LIBERA!
SANZO:
SAYA: SANZO! PRENDI! NON PERDERLO!
SANZO: ?
Saya lanciò a Sanzo un bracciale di stoffa che aveva tutte le sfumature
dal rosso al giallo. Sanzo lo prese e guardò Saya sorridendo. Sanzo
allora si alzò sul sedile della Jeep e alzò il braccio con in
mano il bracciale come in segno di vittoria oppure di ringraziamento.
SANZO: GRAZIE, NON LO PERDERO'!
SAYA: AH!AH! ADDIO! NON VI SCORDERO'!
GOKU: NEANCHE NOI!
GOJYO: ADDIO!
HAKKAI: ADDIO E SI TENGA FORTE!
SAYA: Non potrò mai ringraziarvi abbastanza amici. Grazie, grazie,
grazie infinite volte. Spero di rivedervi, un giorno.
Così per la prima volta, la luce distrusse per sempre le sue ombre e una ragazza capì che la libertà è la cosa che più conta nella vita. Sanzo, Goku, Gojyo e Hakkai nel frattempo avevano capito che non sempre le persone sono ciò che sembrano e il loro viaggio, continuerà con questi ricordi nel cuore.
FINE
Buuuuuu! Commovente non trovate? Io e mia sorella ( la prima
lettrice della ff) per poco non siamo scoppiate a piangere! WWWAAAAAA! Probabilmente
farò un'altra ff su questa Saya. Mi sta simpa! Anche se ha abbracciato
Sanzo (Questa me la devo ricordare! Ah! AH! Ah! Ah! ? risata maligna) Cmq
spero vi sia piaciuta! Ci ho messo due giorni a scriverla (due giorni facendo
il conto delle ore che ci ho impiegato, altrimenti, calcolando tutte la altre
cose ci ho messo una settimana! ^_^) Un'ultima cosa, visto che siete stati
così gentili da leggere la mia ff fino alla fine( Faticoso?) vi do
il mio indirizzo e- mail per commentare: draivax@libero.it e commentate mi
raccomando! ALLA PROSSIMA!
SANZO: Abbiamo finito?
GOKU: Credo di si!
GOJYO: Evviva quella pazza se n'è andata!
HAKKAI: Eddai! E' stata gentile in fondo!
GOJYO: Parli proprio tu che sei l'unico ferito! Dovresti essere il primo ad
essere arrabbiato!
HAKKAI: O_^
GOJYO: Si sorridi tu!
SANZO: Però quella ragazza, Saya, non era niente male!
GOKU,GOJYO: BONZO CORROTTO!
IO: MALEDETTO!
SANZO: SI SALVI CHI PUO'!
IO: T'AMMAZZO!
SANZO: NON COPIARMI LA BATTUTA!
IO: TU RISPARMIA IL FIATO PER CORRERE!
Lascio la pistola a terra e inizio a lanciargli delle freccette dietro.
SANZO: DA DOVE LE HAI USCITE LE FRECCETTE?
IO: E TU DA DOVE LO ESCI L'HARISEN?
SANZO: NON TE LO DIRO' MAI!!!! AH!AH!AH!AH!
IO: MUORI!!
Ancora oggi passo le giornate a fare il tiro al bersaglio con Sanzo ( Lui
è il bersaglio naturalmente! Che bel bersaglio!) ma ogni tanto faccio
a cambio con Gojyo (Visione doppiamente soave ahhhhh?citazione da Homer Simpson
praticamente sto sbavando) E ancora oggi c'è un mistero da svelare:
da dove esce Sanzo quel dannato Harisen? Facciamo un'intervista alla Minekura,
chiamiamo Conan o mettiamo Sanzo sotto tortura?
Fate voi!
CI Si VEDE!
LA vostra pazzissima Kira Akorisawa.