- Un posto per me -
Simo: Ebbene sì, sono giunta all'ultimo capitolo…qui
si chiudono le avventure di Sakura e naturalmente degli amatissimi personaggi
di Kazuya Minekura!
Mi scuso se questa ff è stata lunga e in alcuni punti (Sanzo: Tutti!)
noiosa… ma è una storia molto importante per me, perché è
stata la compagna di tanti lunghi mesi di scuola… (Gojyo: E taglia!)
Spero che a qualcuno sia piaciuta, e di ricevere altri commenti; ringrazio
Jastine e gaia_luthien perché sono state le prime persone ad inviarmi
i loro commenti. (Goku: Ho fame!)
Spero che siano piaciuti i ritagli di sigle di alcuni anime (Saiyuki, Escaflowne,
Evangelion, FFIX - Hakkai: ma quello non è un anime…) che ho posto
all'inizio di alcuni capitoli. E spero che qualcuno sia arrivato fin qui,
curioso di leggere la fine. Vi lascio all'ultimo capitolo:
Capitolo 9- A place for me in the guilt
" …Ed eccomi qui. Sto scrivendo queste righe dall'ufficio di Tenpo,
dove siamo rifugiati in attesa che le acque si calmino un po'. Lascerò
qui questa lettera.
E' passato un bel po' di tempo dagli ultimi avvenimenti: Tenpo aveva ragione
quando diceva che i vertici del mondo celeste stavano macchinando qualcosa.
Li Touten…quell'uomo incredibilmente malvagio…come ha osato?
La sua avversione si è spostata da Kenren a Tenpo, e ora a Goku e Konzen…
già, perché Goku, essendo un essere eretico, ha buone speranze
di sostituire Nataku quale dio della guerra, e Touten perderebbe tutta la
sua influenza che gli deriva dal ruolo del figlio… Ma, Dio, arrivare ad ordinare
a Nataku di uccidere Goku, suo unico amico, ragazzino innocente… Già,
ancora adesso penso che sia innocente.
Mentre Tenpo e Konzen, con me che assistevo sgomenta, parlavano… dicevano
che… Touten avrebbe ordinato al foglio di uccidere Goku,… lui, quel povero
ragazzino, era lì ad ascoltare. E' fuggito, in preda al dolore, incapace
di credere che l'unico amico che avesse mai avuto, che era andato a trovare
quando si trovava solo, ferito, potesse fargli del male. L'abbiamo inseguito,
io, Tenpo e Konzen.
Al palazzo imperiale, di fronte all'imperatore celeste, Touten, Nataku, e
Kenren che si trovava lì, Goku chiese al ragazzino, la voce che gli
tremava, se avrebbe davvero potuto ucciderlo. E Li Touten gli ordinò
di farlo.
Nataku l'avrebbe fatto davvero, se solo Kenren e Tenpo non gliel'avessero
impedito. Ma anche loro hanno subito la furia del dio della guerra. Sul punto
di essere ucciso, Goku è riuscito a dire il proprio nome a Nataku,
cosa che non aveva ancora avuto l'occasione di fare. A questo punto, Nataku,
sotto i nostri occhi, si è tagliato un braccio.
La furia di Goku crebbe a dismisura…mi sono sempre chiesta cosa contenesse
il suo diadema d'oro. Ora l'ho visto con i miei occhi. Goku non era, anzi,
non è più lui. Ora è il Seitentaisen. Una furia devastante
che non ha più nulla dell'innocenza che prima gli vedevo negli occhi.
Ma ancora ora gli voglio bene.
Goku si è macchiato di sangue molte volte in questa giornata… e, con
lui, Konzen, Tenpo e Kenren. E, inspiegabilmente, anche Gojuin, che si era
trovato in mezzo. Quanto a me, osservando le persone che amavo, che costituivano
la mia vita, combattere disperatamente per proteggere qualcosa…con un sangue
freddo che ancora ora mi spaventa, ho afferrato l'arma di uno dei soldati
uccisi; ho osservato la lama fulgida, e il riflesso dei miei occhi su di essa.
Erano degli occhi che non riconoscevo, degli occhi che ora sapevano ciò
che si accingevano a fare. Così, anch'io ho sporcato le mie mani con
del sangue.
Per chi l'ho fatto? Per Goku? Per me stessa? Per i miei amici? Non lo so…
eppure, devo per forza cercare sempre un motivo per ciò che faccio?
E' uno dei miei difetti…
Ora, qui, poco fa, Ken ha afferrato i miei polsi e guardato le mie mani, sporche
di un sangue che urlava. Mi ha detto: "Ti prego, dimmi che ti sei ferita."
L'ho guardato, gli occhi fissi su di lui, e gli ho risposto con una voce incredibilmente
decisa: "No, Ken… Questo sangue non è mio. Io ho ucciso."
Ken ha alzato il braccio come per schiaffeggiarmi, ma non l'ha fatto. Ha annuito
tristemente, e si è andato a sedere per terra. L'ho forse deluso? Eppure,
è questa la strada che ho deciso di intraprendere.
Mi guardo intorno: Konzen è inginocchiato per terra, con davanti Goku,
irriconoscibile, svenuto. L'ha fermato Bosatsu, siamo riusciti a portarlo
via. Konzen sta ancora osservando l'unica persona riuscita a cambiarlo, trasformata,
forse per sempre.
In un'altra parte della stanza, Tenpo. Ha abbassato la testa tristemente quando
ho detto a Ken di aver ucciso. E' tornato a sfogliare il libro che ha in mano.
So di avergli procurato moltissimi problemi, ma… sono con lui!
Seduto fieramente al centro della stanza, sta Gojuin. Gli ho chiesto perché
si fosse unito a noi, ha risposto che l'ha fatto perché in fondo noi
gli somigliavamo…non gli andava giù il Tenkai, e comunque doveva per
forza esserci un perché? Visto che era in vena di risposte (non me
ne aveva mai date), gli ho chiesto perché si fosse interessato a me,
e perché mi aveva lasciato andare il mese scorso, quando aveva cercato
di violentarmi…
Ha risposto che aveva visto in me ciò che mancava a lui e a tutti gli
abitanti del Tenkai: la voglia di vivere, la spensieratezza, la purezza. E
che si era fermato prima di violentarmi perché non voleva sciupare
questa mia ultima virtù.
Ora non sono più pura. Le mie mani hanno versato del sangue. La fine
è vicina, per me come per i miei compagni d'avventura, perché
nel Tenkai non è consentito uccidere.
Kenren si trova dietro di me; io sono seduta su una sedia, appoggiata alla
scrivania, e lui ha messo le sue mani sul mio grembo… il mio grembo…devo dirglielo!
Devo parlare a Ken, ma…se mi odiasse per questo, se non capisse? Non posso,
non posso dirglielo! Ma devo farlo, è un suo diritto saperlo.
Ti amo, Kenren…"
Fino alla fine, Sakura.
Sakura piegò il foglio e lo poggiò sulla scrivania. Non era
necessario rileggerlo.
Spostando la sedia, costrinse Kenren a muoversi.
Si inginocchiò davanti a lui. "Devo dirglielo!", pensò.
Prese fiato: "Ken…"; silenzio; gli altri in quella stanza non si
mossero, tranne Tenpo; i suoi occhi incontrarono quelli di Sakura. Tenpo sapeva,
Tenpo voleva che glielo dicesse.
Kenren alzò lo sguardo, interrogativo; "Ken…devo…devo parlarti".
La voce le cominciò a tremare.
I nervi di Kenren ne avevano passate troppe, quella giornata, per avere pazienza.
"Dimmi cosa c'è."
"Ecco…", Sakura si toccò l'orecchino. Ormai il buco si era
formato del tutto.
"Sì?"
"Io…devi promettermi che non ti arrabbierai."
Kenren alzò la voce: "Dimmi immediatamente ciò che vuoi
dirmi, Sakura."
"Devi promettermi…", disse lei cominciando a piangere "…che,
qualunque cosa ti dica, tu…noi…tu non andrai via arrabbiato con me."
"Parla!"
"Io…Ken…io…aspetto un figlio. Tuo figlio."
Di tutte le cose che Kenren poteva immaginarsi, questa era senza dubbio la
più lontana. Alle parole di Sakura tutti si erano voltati verso di
lei.
"Cos'hai detto?"
"Che sono incinta."
"No. Dimmi che non è vero!"
"E' così…l'ho saputo qualche giorno fa e…aspettavo il momento
giusto per dirtelo. Lo sapeva solo Tenpo."
Questa volta lo schiaffo arrivò davvero.
"Sciocca…irresponsabile…ragazzina!", urlò Kenren.
"Io…", tentò di parlare lei, massaggiandosi la guancia.
"Come ti sei permessa a condannarti con le tue mani sapendo che così
condannavi anche mio, nostro figlio?"; in realtà era lui a sentirsi
in colpa per aver permesso a Sakura di arrivare fin lì; e, ora, alla
persona che non era riuscito a proteggere, si aggiungeva anche loro figlio.
Sakura, a sentire quelle parole, ebbe un moto di rabbia.
Pestò i piedi per terra, alzando anche lei la voce: "Pensi che
sarei rimasta qui come un'idiota a veder combattere e andarsene le persone
che costituiscono la mia vita? Pensi che sarei rimasta qui, da sola, nel Tenkai,
ad allevare un bambino?"
Kenren la ascoltava senza parole.
"Il mio posto, Kenren, lo decido io! E non è il Tenkai, è
con voi! Con te! Non mi pentirò mai della mia scelta, finché
potrò dividere il mio destino con le persone che amo! Il mio posto…
l'ho trovato nella colpa!"
Ricadde in ginocchio.
Kenren si sedette e la abbracciò.
"Scusami…anche per te dev'essere stato difficile, visto che eri consapevole
di avere nelle tue mani un'altra vita."
Si accese una sigaretta, l'ultima.
"Ragazzi…" disse Tenpo.
Tutti si voltarono verso di lui.
"Ho trovato qualcosa in questo libro…parla di uno specchio trascendentale."
"Cos'è?", chiese Sakura.
"Uno specchio, sta qui scritto, capace di permettere che l'anima di chi
vi si rispecchia inizi un ciclo di reincarnazioni."
Konzen si alzò.
"Se ciò è vero…io ne farò uso. Morirò morderdomi
la lingua, ma non permetterò che sia qualcuno a decidere della mia
fine."
Anche Tenpo si alzò. "Io sono con te, Konzen"
"Anch'io", disse Gojuin.
"Vorreste andare senza di me? Non sarebbe divertente!", si alzò
Kenren.
"Non chiedetemelo nemmeno. Sono arrivata fin qui con voi, e vi seguirò
ovunque.", disse Sakura.
"Fate ciò che volete…", disse Konzen. Poi, rivolgendosi a
Tenpo: "Tenpo…hai qualche idea di dove questo specchio possa trovarsi?"
"Io penso…nel palazzo di Kanzeon Bosatsu!", rispose lui.
"Allora, è deciso. Lasceremo Goku nascosto qui.", concluse
Konzen.
Lo guardò un attimo, poi si voltò e si avvicinò all'uscio.
"E se qualcuno osa mettersi sulla mia strada…giuro che lo ammazzo!",
aggiunse.
Aprì la porta, ne uscì, seguito da Tenpo e Gojuin.
"Kenren…", disse Sakura
"Andiamo, prima che arrivi qualcuno", la interruppe lui baciandola.
***
Erano passati 500 anni.
Hakkai, alla guida di Hakuryu, Sanzo al suo fianco, e dietro Gojyo e Goku,
avevano appena lasciato un villaggio, e stavano percorrendo un prato.
"Sanzo! Io ho ancora fame!"
"Sta' zitta, stupida scimmia, hai appena finito di mangiare!"
"Ma io ho fame! E poi non sono affari tuoi, pervertito di un kappa!"
"Sì, invece, mi fai venire il mal di testa con i tuoi lamenti,
e poi ritira subito quello che hai detto!"
"Basta, zitti tutti e due!", disse Sanzo sollevando il suo harisen.
"Ragazzi, state calmi, il viaggio è lungo…", intervenne Hakkai.
"Kyu…Kyu!", pigolò Hakuryu richiamando l'attenzione dei ragazzi.
"Ma…", fece Gojyo voltandosi.
Tutti si voltarono.
Una ragazza stava ritta sul prato, la schiena appoggiata ad un albero di ciliegio;
i suoi capelli, lunghi fino alle spalle, erano castani, mentre i suoi occhi
erano verdi e profondi.
"Ferma la macchina, Hakkai.", disse Sanzo.
"Come?", chiesero in coro tutti.
"Ho detto di fermare la macchina!"
Hakkai obbedì. La ragazza, si accostò alla jeep.
"Kyu…Kyu…", fece Hakuryu.
"Buongiorno", disse sorridendo. Continuò: "Che strano
carro…è molto più veloce di quelli normali, vero? Posso chiedervi
un passaggio?"
"Taglia corto, dove vai, ragazzina?" chiese burbero Sanzo
"Bè…io vado verso Ovest…ho perso la mia famiglia durante un attacco
di demoni, ma mi hanno detto che si è salvata e che si è diretta
verso questa direzione…"
"Se vuoi salire, non perdere tempo e fallo immediatamente, o ti ammazzo."
I tre ragazzi osservarono Sanzo con le bocche aperte. Poi guardarono la ragazza
e, provando un'improvvisa simpatia, sorrisero.
Per niente intimidita dalla burbera voce del monaco corrotto, la ragazza rispose:
"Volentieri. Dove mi metto?"
"Tra la scimmia e il kappa, così avranno più difficoltà
a litigare", rispose Sanzo.
"Ottima idea!", commentò Hakkai.
La ragazza posò il proprio zaino dietro e salì.
"A proposito, come ti chiami?", chiese Goku.
"Il mio nome è Shinobu. Shinobu Ori."
Osservò per un attimo il ragazzo dai capelli rossi che le stava accanto,
chiedendosi se per caso l'avesse già visto, poi sorrise e si mise più
comoda.
"Ora tutto comincerà ad andare per il meglio", pensò.
Intanto, dall'alto del Tenkai, Kanzeon Bosatsu osservava divertita la scena.
"Bene, bene! Adesso anche la mascotte si è unita al gruppo, l'ultimo
pezzo del catorcio è stato assemblato. Ora ci sarà davvero da
divertirsi!"
Jiroushin la guardò e mormorò: "Speriamo in bene!".
THE END
Simo: Ed è finita!
Volevo aggiungere una piccola chicca: fino alla fine sono stata indecisa tra
due finali; uno era quello che avete letto, l'altro era questo: Sakura, mentre
gli altri combattevano, fuggiva via; dopo si univa ai ragazzi che aspettavano
la fine nell'ufficio di Tenpo e spiegava loro che non li aveva seguiti perché
era incinta, non perché non credeva in loro, e che, non avendo mai
fatto nulla di utile per Kenren, voleva almeno dare alla luce il figlio che
gli apparteneva; Konzen le faceva promettere di prendersi cura del corpo svenuto
di Goku, poi tutti si recavano a cercare lo specchio trascendentale.
Sakura avrebbe perso coscienza, come Nataku, dopo il parto, per il dolore
di dover osservare dall'alto l'uomo che amava, dimentico di lei (come aveva
fatto Homura con Rinrei), mentre il figlio sarebbe cresciuto considerato anche
lui un essere impuro, in quanto il padre era un assassino.
Sarebbe diventato il nuovo dio della guerra dopo Homura, si sarebbe scontrato
con il gruppo di Sanzo, e sarebbe stato ucciso… indovinate da chi? Proprio
da Gojyo.
Non è troppo melodrammatico? Io sono per i lieti fini!
Dimenticavo: vi prego, scrivetemi se la storia vi è piaciuta! Ciao
e alla prossima ff!
Simona